Archivi del mese: gennaio 2013

Alle prossime elezioni scegli di stare dalla parte dei diritti umani!

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Sai che nel nostro Paese essere donne, migranti, rom, gay, detenuti o semplicemente prendere parte a una manifestazione, vuol dire rischiare di subire violazioni dei diritti umani?

Per tutelare e promuovere i diritti umani in Italia, Amnesty International, a un mese dalle elezioni, ha lanciato una campagna per sottoporre ai leader delle coalizioni e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali un’Agenda in 10 punti per i diritti umani nel nostro Paese.

Abbiamo raccolto 13.000 firme in pochi giorni, ottenuto le prime risposte e l’annuncio di ulteriori sottoscrizioni.

Sostieni Amnesty International con una donazione di 50, 30 o 20 euro per chiedere anche a Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Oscar Giannino, Beppe Grillo, Mario Monti un impegno chiaro e concreto sulla violenza contro le donne, le condizioni carcerarie, il comportamento delle forze di polizia, le leggi e le prassi su migranti e richiedenti asilo, la discriminazione contro i rom, l’omofobia, le scelte di politica estera, gli organismi nazionali di promozione dei diritti umani, la responsabilità delle multinazionali italiane che operano all’estero e i trasferimenti di armi.

Alle prossime elezioni scegli di stare dalla parte dei diritti umani!
Sostieni Amnesty International, dona ora!


Carlotta Sami 

Direttrice Generale
Amnesty International Italia

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Si scrive ACQUA si legge DEMOCRAZIA

acquabenecomune

Una notizia bella e importante dal consiglio di Stato e, sopratutto, un’altra vittoria!

In allegato trovate il Parere in merito alla richiesta dell’AEEG sulla remunerazione del capitale investito dopo il Referendum.

Il parere 267 del Consiglio di Stato del 25 gennaio 2013 è molto limpido e dà pienamente ragione alle tesi da noi sostenute all’indomani della vittoria referendaria, e cioè chel’abrogazione del 7% aveva effetto immediato a partire dal 21 luglio 2011, data di promulgazione dell’esito referendario.
Il parere è molto chiaro, in particolare dove, a pag. 9, si dice che ” l’applicazione fatta dallo stesso decreto 1° agosto 1996 a far data dal giorno ( 21 luglio 2011) in cui il referendum dl 12 e 13 giugno ha prodotto effetti non sia stata coerente…con il quadro normativo risultante dalla consultazione referendaria”.

E la motivazione lo è altrettanto, e cioè ( pag. 10) che ” al referendum abrogativo è stata riconosciuta una sorta di valenza espansiva rispetto alle disposizioni legislative non coinvolte in maniera espressa dal quesito referendario, ma comunque incompatibili con la volontà manifestata dagli elettori” e, quindi ( sempre pag.10), ” si è al cospetto in casi siffatti, con maggiore precisione, più che di un’abrogazione tacita conseguente, di una sopravvenuta inapplicabilità o inoperatività di disposizioni legislative collegate a quelle oggetto del quesito”.
Nè costituisce una limitazione  il fatto che il Consiglio di Stato ( pag. 10) ragioni sul periodo luglio 2011- dicembre 2011, dicendo che ” il DM 1° agosto 1996…ha avuto applicazione nel periodo compreso tra il 21 luglio e il 31 dicembre 2011 in contrasto con gli effetti del referendum del 12 e 13 giugno del 2011″, perchè il parere del Consiglio di Stato deriva da una richiesta dell’ Authority dell’Energia Elettrica e del Gas che chiedeva di pronunciarsi solo sul periodo luglio 2011-dicembre 2011.

Insomma, il parere del Consiglio di Stato è molto rilevante, comparabile a quello della sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale sul primo referendum. Adesso i gestori non hanno più alibi per continuare a tenersi il maltolto del 7%, la nostra campagna di obbedienza civile esce ulteriormente confermata, anche dal punto di vista del diritto, e va quindi rilanciata, mentre l’Authority per l’Energia elettrica e il Gas esce delegittimita sia per voler fare una tariffa retroattiva a partire dal 2012 e, ancor più, nel voler riproporre sotto mentite spoglie la remunerazione del capitale nel nuovo sistema tariffario.

Vista la rilevanza, ci apprestiamo a far girare un comunicato stampa.

Con soddisfazione e gioia, avanti così!

Da: segreteria <segreteria@acquabenecomune.org>
Date: 31 gennaio 2013 15:45
Oggetto: [Coord-Naz] Una nuova vittoria: parere del Consiglio di Stato sulla remunerazione del capitale
A: Coordinamento Nazionale <coordinamentonazionale@acquabenecomune.org>, hyperlink <hyperlink@lists.riseup.net>

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L’ETERNO PROBLEMA DEI RIFIUTI IN CALABRIA, malgrado 15 anni di commissariamento

Il commissario batte cassa e punzecchia la politica

Credito da 150 milioni, ma i sindaci si defilano

A pochi giorni dal passaggio di consegne definitivo di consegne dall’Ufficio emergenziale nato quindici anni fa alla Regione Calabria emerge ancora una volta l’allarme per i debiti che gli enti locali hanno maturato e non stanno onorando. Maglia nera a Cosenza: non paga dal 2006 e deve ormai una somma pari a 15 milioni di euro

 

 

Il commissario batte cassa e punzecchia la politica Credito da 150 milioni, ma i sindaci si defilano

 

Il commissario Vincenzo Speranza

CATANZARO – Rifiuti sulle strade addio. Ne appare sempre più convinto l’Ufficio del Commissario delegato per il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti solidi urbani nella regione Calabria, che, sotto la guida di Vincenzo Speranza, sta lavorando a pieno ritmo per un pieno ritorno alla normalità, in vista del “passaggio di consegne” che avverrà con l’assessore all’Ambiente, Francesco Pugliano, nei termini che verranno stabiliti dal Governo. Con una priorità ben precisa, quella di rientrare nel credito, vantato nei confronti di tutti i Comuni calabresi, che, a dicembre 2012, superava addirittura la soglia dei 150 milioni di euro. Maglia nera a Cosenza, con i suoi 15 milioni di euro di debiti accumulati dal 2006 ad oggi, a differenza dei comuni capoluogo di provincia di Reggio Calabria, Crotone e Catanzaro, che, secondo i dati raccolti, si possono definire i più virtuosi sull’intero territorio regionale.

E neanche l’Equitalia pare stia riuscendo a far sborsare i soldi dovuti agli Enti interessati, al cui indirizzo il commissario Speranza ha già spedito una nota, relativa al pagamento delle rate, stabilite in appositi tavoli di concertazione. «Pagamento che si rende quanto mai necessario per provvedere, entro pochi giorni, a mettere in campo tutte le iniziative indispensabili per un pieno ritorno alla normalità, e, quindi, al superamento dell’attuale situazione di criticità nello smaltimento dei rifiuti, che si registra in diverse zone del territorio regionale. Il tutto nell’interesse, in particolare, dei cittadini calabresi», aveva puntualizzato il commissario nella missiva spedita ai Comuni una settimana fa. Senza, tuttavia, cavare un “ragno dal buco”. Nessuna risposta. Nessuna traccia di versamenti di denaro, sul conto corrente dell’Ufficio del commissario. L’invito a pagare è rimasto lettera morta. I sindaci si sono defilati.

«E, se è anche vero, che esistono aree nelle quali la percentuale dei contribuenti paganti è molto bassa, è anche vero che gli Enti hanno approfittato di questo, e della crisi più generale, per venire meno ai propri adempimenti», spiega il commissario Speranza. Che non fa sconti a nessuno e aggiunge: «Ritengo, poi, che, se la politica in generale in Calabria non cambia mentalità, è difficile che le situazioni si risolvano. E tutti ne approfittano». Ma lui non si scoraggia. Insieme al suo staff va avanti per la sua strada e, attingendo ai fondi della Regione, mira a creare quel circuito positivo «che permetterà ai cittadini calabresi di verificare, già dai prossimi giorni, il buon andamento del sistema». Senza, però, perdere di vista il problema del credito da recuperare.

di STEFANIA PAPALEO

da http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/710490/Il-commissario-batte-cassa-e-punzecchia.html

Foto:web

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PROPRIETA’ E BENEFICI DEL FINOCCHIO

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Il finocchio ha proprietà digestive. Viene consigliato alle neo mamme per aumentare il latte, ma anche alle donne in fase di meno pausa e non solo, spesso viene consigliato dai ginecologi per alleviare il dolore mestruale. Il finocchio inoltre contiene proprietà depurative, utili per quanto riguarda il colon. All’interno del finocchio troviamo una sostanza chiamata “anetolo” che funziona da calmante in caso di dolore addominale. Insomma, il finocchio è a tutti gli effetti un alimento salutare.

Da http://worldjoey.myblog.it

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Manovre sporche sopra le nostre teste

Gianni Lannes – Accuso lo Stato italiano

Non c’è dubbio: doveva essere un incidente stradale! Questa volta niente esplosivo o incendi. Doveva passare come una banale casualità. Ignoti hanno manomesso i freni dell’auto! Le conseguenze non sono state drammatiche per un caso fortuito! Volevano solo impedirmi di parlare pubblicamente a Radio Roma Capitale, o c’è dell’altro?

Ho un desiderio, niente di vendicativo: avere per le mani in alto mare per 5 minuti gli sciacalli di ieri. Tanto per fargli comprendere fino in fondo il valore della vita.

So che devo guardarmi le spalle da alcuni apparati al vertice dello Stato italiano, più che dalla criminalità organizzata.

Due precisazioni a scanso di equivoci: dietro l’affare delle “navi dei veleni” ci sono gli Stati occidentali e quello italiano in particolare, comprese le multinazionali chimiche & nucleari.

A provocare i terremoti artificiali in Italia sono i criminali del governo USA ed i macellai della Nato, col benestare di chi comanda dall’estero per conto terzi nel nostro Paese. Ormai sono emerse le prove e saranno pubblicate a breve.

In conseguenza: milioni di persone in Italia si sono gravemente ammalate e migliaia muoiono ogni anno. Mezza Penisola è in balia dei terremoti innescati dalla mano militare.

Fatevene una ragione: la gente deve sapere la verità!

A tutt’oggi il magistrato applicato al caso dei miei attentati subiti in passato, non ha ancora cavato un ragno dal buco con l’ausilio dei carabinieri. Eppure ho sporto una dozzina di denunce documentate e circostanziate. Sono addirittura passati da casa a rubare un computer e qualcos’altro, nonostante la presenza all’ingresso dei carabinieri e non hanno lasciato segni di effrazione! Ma che bravi!

Ben due governi, Berlusconi e Monti hanno eluso le numerose interrogazioni ed interpellanze sul mio caso, non fornendo alcuna risposta!

Il 19 luglio 2011 con una semplice telefonata (evento unico in Italia) e senza alcuna motivazione il Ministero dell’Interno ha revocato la scorta della Polizia di Stato e la vigilanza dei carabinieri sotto la mia abitazione. E temo che la protezione accordata per quasi due anni – come mi avevo confidato un giudice – sia stata in realtà un modo per controllarmi più da vicino. Infatti, il primo capo scorta (da me scoperto e fatto allontanare) era soggetto molto vicino ai Servizi Segreti.

Ergo: non ho più alcuna fiducia nelle istituzioni e nelle autorità italiane.

Non sono un eroe, ma un uomo che non teme la morte! E’ facile uccidere un essere umano; ma le sue idee non si possono ammazzare, mai. Esse si muoveranno nel cuore e nella mente di altri. Esprimo il mio plauso alla trasmissione radiofonica Ouverture (a David e Andrea, in particolare) e a quanti stimano ed apprezzano il mio lavoro.

Sono commosso: grazie per la solidarietà e gli attestati di stima fraterna.

Gianni Lannes

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/accuso-lo-stato-italiano.html

Foto: web

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I benefici dell’alimentazione corretta: ciò che ti attende

 

I principi fondamentali dell’alimentazione

In cosa consistono questi principi di base? E’ importante che io te lo dica fin da adesso, per trasmetterti l’approccio mentale che ho conquistato – a carissimo prezzo, e dopo un percorso lungo e faticoso di studio e crescita personale –  nel corso di oltre cinque anni di ricerche e sperimentazioni.

Ecco una breve carrellata dei più importanti:

  • Frequenza e “dimensioni” dei pasti (quante volte mangi al giorno? In quali quantità per ogni pasto?). Mangia troppo poco, e ti sentirai debole. Mangia troppo, ed affaticherai lo stomaco, andando incontro a disturbi intestinali;
  • Alimenti inadatti al proprio gruppo sanguigno. Ci sarebbe tantissimo da dire a questo proposito… Ti sembra assurdo? Eppure è proprio così! E ho intenzione di condividere con te TUTTO quello che c’è da sapere su questo argomento. Per il piacere di farlo, e perchè ritengo che queste informazioni debbano essere alla portata di tutti 🙂
  • Assunzione di alimenti nocivi o tossici. Ne cito solo due per il momento, i più comuni e (per molti) i più dannosi in assoluto: la farina bianca e il latte con tutti i suoi derivati;
  • Assunzione di alimenti incompatibili fra di loro in uno stesso pasto. Ad esempio: perchè non va bene consumare i carboidrati insieme alle proteine, e quali sono invece le associazioni corrette, anche a seconda del momento della giornata;

I benefici dell’alimentazione corretta: ciò che ti attende

Ecco, infine, un breve elenco, non in ordine di importanza, dei benefici più evidenti ed immediati di una corretta alimentazione:

  • Miglioramento DRASTICO della qualità del sonno;
  • Avvicinamento al proprio peso forma (quindi netto dimagrimento, in caso di sovrappeso, e irrobustimento della propria costituzione, in caso di sottopeso);
  • Scomparsa di disturbi a carico dell’apparato digerente (colite, sindrome del colon irritabile, gastrite, candida, per citarne solo alcuni);
  • Aumento netto – e immediato – del proprio livello di energia e di benessere;
  • Aumento della lucidità e della freschezza mentale;
  • Miglioramento dell’umore e della voglia di fare, della determinazione e dell’EFFICACIA con la quale facciamo qualunque cosa. Ricordi quando parlavamo di energia vitale? Ebbene, ti permette di fare anche questo.

 

Conclusione

Basta provare a seguire una alimentazione corretta per poche settimane per constatare il netto miglioramento (o scomparsa totale) dei propri disturbi e la conquista dei benefici che ho appena elencato. Per ulteriori approfondimenti, ti rimando alle altre pagine di questo sito.

Per ora, quindi, non mi resta che augurarti un buon viaggio verso il mondo dell’alimentazione corretta. Riacquista anche tu il controllo della tua salute e del tuo benessere! Impara a mangiare in modo sano, e diventa ciò che mangi!

Da alimentazionecorretta.net

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Scavi Sibari, riaffiorano i reperti. Asciugato il percorso dei visitatori

Le pompe idrovore hanno quasi completato il loro lavoro prosciugando tutta o quasi l’acqua che aveva sommerso il parco archeologico di Sibari dopo le piogge e la piena del fiume Crati. I reperti sono riaffiorati dall’acqua ma ora resta il problema della rimozione del fango e della verifica dei danni che le strutture potrebbero aver subito
 Prosegue senza sosta il lavoro dei vigili del fuoco e delle altre istituzioni che stanno progressivamente rimuovendo l’acqua dal parco archeologico di Sibari, allagatosi a causa della pioggia e dell’esondazione del fiume Crati verificatasi nei giorni scorsi. Le pompe idrovore dei vigili del fuoco e le altre impegnate sul territorio del parco archeologico hanno aspirato l’acqua che aveva invaso completamente gli scavi ed ora il percorso riservato ai visitatori è nuovamente all’asciutto.

Il problema ora è la rimozione del fango che ha coperto praticamente l’intera area seppellendo i reperti archeologici. Con le condizioni meteorologiche migliorate si spera di far riaffiorare al più presto tutti i reperti anche se adesso sarà necessaria una attenta opera di scavo per evitare che rimuovendo il fango possano procurarsi lesioni alle strutture. Inoltre, una volta ripulata l’area sarà necessario verifica l’entità del eventuali danni prodotti dall’allagamento. Nel frattempo si allunga la lista dei sottoscrittori dell’appello de Il Quotidiano affinché venga realizzato un intervento completo e rapido per mettere in sicurezza l’intera area.

Da ilquotidianodellacalabria.it

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ACQUA BENE COMUNE CALABRIA

CALABRIA ACQUA BENE COMUNE
CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME PER UNA
LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
TUTELA, GOVERNO E GESTIONE PUBBLICA DEL
CICLO INTEGRATO DELL’ACQUA”


ECCO I PROSSIMI APPUNTAMENTI
A LAMEZIA TERME

  • Giovedì 31 Gennaio – INAUGURAZIONE FIERA AGRICOLA (QUART. SAMBIASE) ORE 16:00 – 20:00
  • Sabato 2 Febbraio  – FIERA AGRICOLA (QUART. SAMBIASE) ORE 16:00 – 20:00
  • Domenica 17 Febbraio – C.SO NUMISTRANO ORE 10:30 – 13:30
  • Sabato 23 Febbario – C.SO G. NICOTERA (AREA PEDONALE) ORE 17:00 – 20:00



Comitato Lametino ACQUA PUBBLICA
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QUANDO LA VITA TI TOGLIE TUTTO…

Foto: web

Nat Purwa: Dove la prostituzione è una tradizione

Per generazioni, un villaggio indiano ha visto la prostituzione diffusa, con le donne che passano il commercio alle loro figlie.

Felix Gaedtke e Gayatri Parameswaran Ultima modifica: 19 Gennaio, 2013 13:27

Nat Purwa, un piccolo villaggio nello stato indiano di Uttar Pradesh, si trova a circa due ore di macchina dal capoluogo di provincia, Lucknow. Al mattino decine di bambini che indossano i vestiti a brandelli trottano lungo le sue strade polverose. E ‘difficile non notare le loro grandi, rotonde, pance denutrite. I bambini scompaiono nei campi, scacciando bovini vaganti.

Come la maggior parte di altri villaggi qui intorno, Nat Purwa soffre di miseria. Ma un elemento rende il villaggio distinto dagli altri della zona: qui, la prostituzione è una professione ereditaria, trasmessa da una generazione di donne a quella successiva.

Quando Chandralek ha compiuto 15 anni, è entrata a far parte del commercio, come il resto delle ragazze del villaggio. “Mia nonna ha detto: ‘Tutto il paese è coinvolto nella prostituzione. Che differenza fa se lo diventi?’ Mia nonna è quella che mi ha coinvolto “, ha detto ad Al Jazeera.

Rughe attraversano il viso della 50enne mentre racconta il suo passato. “Mi sono sempre sentita male. Con il primo uomo, poi il secondo, il quarto, quinto, sesto. Migliaia di uomini vanno da una donna. Direi che una donna inizia a sentirsi male fin dall’inizio, ma c’è una debolezza. C’è uno stomaco affamato da alimentare e c’è rassegnazione. ”

Chandralekha si è arresa alla prostituzione con abusi intollerabili. “Ho capito che non c’è rispetto”, ha detto. “Una puttana è una puttana.”

Chandralekha e migliaia di altre donne da Nat Purwa appartengono alla comunità Nat. I Nats hanno condotto un’esistenza emarginata per decenni. Prima che la prostituzione diventasse la norma, i Nats erano storicamente artisti, e alcuni ancora portano avanti questa tradizione.

Nel 1871, la legge penale sulle Tribù è stata passata sotto il dominio britannico, che ha classificato alcune tribù come “attività criminali”. I Nats erano una delle tribù destinatarie della presente legge.

Madhu Kishwar, la direttrice di Manushi , una rivista e un forum per i diritti delle donne, ha spiegato. “Essi [Nat e altri tribù criminali ‘] erano usualmente ballerini, acrobati, giocolieri e maghi,” ha detto.

“Durante il periodo coloniale, gli inglesi misero fuori legge le loro attività. Sono stati picchiati, arrestati, rinchiusi e brutalizzati continuatamente. Questo ha prosciugato il loro tradizionale fonte di sostentamento, e le donne non avevano altra scelta. Finirono nella prostituzione -… Che [altro] faranno? ”

Kishwar ha detto che, più di sei decenni dopo l’indipendenza, il quadro giuridico in India vede ancora la comunità emarginata attraverso un prisma coloniale.

“Sto portando il loro caso alla Corte Suprema”, ha detto ad Al Jazeera. “E ‘un processo lungo, ma non mi arrendo.” Ha aggiunto che ci doveva essere un importante cambiamento nella “mentalità coloniale” tra tutte le persone in India, al fine di produrre un vero cambiamento sul terreno.

Un fenomeno pan-Indiano?

Nat Purwa non è unico nel suo genere: l’accademico Dr Anuja Agrawal , che ha condotto una ricerca sul tema, ha detto che è difficile stimare il numero esatto di questi “villaggi” di prostitute in India.

“Essi sono sparsi in tutto [Stati indiani del] Uttar Pradesh, Madhya Pradesh e Rajasthan”, ha detto. “E come i Nat, in altre comunità, come Bedias, Faasi e Banjar. La prostituzione è emersa come una strategia di sopravvivenza tra diverse comunità di questo tipo.”

Agrawal dice che tutte queste comunità sono legate tra loro: “Essi condividono un passato distinto. Erano tutte tribù nomadi che si stabilirono con le loro comunità in piccoli villaggi.».

Nel suo libro Donne migranti e lavoro , Agrawal ha scritto sulle donne della comunità Bedia e la loro “propensione” verso la prostituzione. C’è una “dimensione familiare” per il commercio, ha detto. Gli uomini sono anche coinvolti, fare del sesso un lavoro è un aspetto importante dell’economia familiare.

Questo fenomeno non è limitato alle pianure del nord e centrali dell’India. Nel sud del paese, la tradizione Devadasi ha fatto sì che il lavoro sessuale resta la principale occupazione tra le donne di alcune comunità.

Nel pre-coloniale, le Devadasi erano spesso danzatrici dei templi che sono state “sposate” alle divinità del tempio. Sotto il dominio britannico, la danza nel tempio è andata ad essere classificata come un atto criminale, e le donne sono state costrette invece a vendere i loro corpi per un reddito. Il sesso come lavoro poi è diventato una “tradizione” tra queste comunità, e oggi ha raggiunto un certo livello di omologazione sociale e culturale.

Nel corso degli anni, le donne di queste comunità sono migrate verso i centri urbani in India come Delhi, Mumbai, Kolkata e anche, a quanto pare, a livello internazionale verso città come Dubai. “Anche se si va ai bordelli e alle zone a luci rosse in queste grandi città, si trovano le donne di queste comunità”, ha detto Agrawal.

Uno studio ha stimato che ben l’uno per cento di tutta la popolazione femminile adulta in India può essere coinvolta nel mercato del sesso. Il governo indiano ha adottato varie misure per riabilitare queste donne e proteggere i loro figli. Lo scorso ottobre, il governo di Delhi ha definito un proposta di convergere tanti provvedimenti, nell’ambito di un regime ombrello per le lavoratrici del sesso.

“Abbiamo, infatti, appena iniziato il lavoro con le lavoratrici del sesso delle comunità emarginate”, ha detto Ratna Prabha, del Ministero delle Donne e sviluppo del bambino.

“In stati come Maharashtra, Andhra Pradesh e Karnataka, abbiamo iniziato a fare una base di sondaggio online. Stiamo cercando di scoprire quali sono le loro esigenze in termini di salute, istruzione, alloggio, e altri fattori economici. Stiamo anche cercando di scoprire di che cosa i loro bambini hanno bisogno o di che cosa avranno bisogno nella loro vecchiaia. In tutti questi stati, stiamo lavorando con il governo dello stato e delle ONG di fama. ”

De – stigmatizzando

Nel Nat Purwa, i bambini sono tornati a giocare nei campi. Quando è stato chiesto quali sono i loro nomi , hanno solo dato i loro nomi, molti non hanno cognomi. Nat Purwa è noto altrove come “un villaggio di bastardi”.

Per esempio, Ram Babu, ricercatore sul campo con una Ong locale chiamata ASHA Trust , ha detto che ebbe di fronte uno marchio quando è andato via per proseguire gli studi superiori. “Loro ci chiedono: ‘Di chi sei figlio tu? Sei il figlio di una prostituta? Sei necessariamente un bastardo allora. Nessuno sa chi è tuo padre. Nessuno sa di chi sei figlio…’ Queste sono le domande che tutti noi abbiamo di fronte. Sono sicuro che tutti si sentono male per esse. ”

Ram Babu, che, per inciso, è nato “fuori dal matrimonio”, ha detto che l’unico modo per rendere sopportabile il passato per gli abitanti del villaggio è quello di lavorare per un futuro migliore. “Almeno il 30 per cento delle donne del villaggio sono ancora lavoratrici del sesso”, ha detto ad Al Jazeera. “Se volete vedere i progressi, si dovrebbe essere in grado di offrire loro un modo alternativo per guadagnarsi da vivere. Se si dà loro una possibilità concreta, allora faranno una seria riflessione.”.

L’operatore di una ONG ha sottolineato che la mancanza di educazione sta rallentando il ritmo del progresso. “E ‘un grosso problema qui. Quando non c’è educazione, è facile essere tratti in inganno”, ha detto.

La scuola di Nat Purwa non sembra particolarmente impressionante. In un ambiente desolato, l’edificio ha una sala con un paio di panchine e una lavagna. Rukmini [nome modificato] , di 12 anni, studentessa, ha detto timidamente: “Non so cosa diventerò. Diventerò tutto ciò che devo diventare. Potrei lavorare in un ufficio o qualcosa del genere…”

Non sembrava fieramente ambiziosa. Ma dato i dintorni squallidi di Nat Purwa , sognare non sarebbe stato facile.

Da facebook

http://www.aljazeera.com/indepth/features/2013/01/20131161032441697.html

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Varate le liste del Pdl in Calabria – Scopelliti cede e accetta Scilipoti

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Scilipoti – Foto:web

Il deputato che tenne su il Governo Berlusconi durante le spallate di Fli e dell’opposizione ha trovato casa in Calabria. Alla fine Scopelliti ha dovuto cedere alle richieste di Berlusconi e ha dovuto accettare l’inserimento al sesto posto al Senato di Scilipoti che si piazza immediatamente davanti ad Arena

 

Sono state chiuse questa mattina alle 6.30 le liste del Pdl in Calabria e Campania. In queste ore Maurizio Vento, delegato da Denis Verdini sta scendendo da Roma per presentare le liste a Catanzaro. E’ stata una notte che ha fatto registrare una tensione altissima tra i presenti al tavolo per la vicenda Scilipoti, il candidato eletto nel 2008 in Italia dei Valori e poi passato con Berlusconi con gli altri parlamentari dei “Responsabili”. Scilipoti alla fine è stato accettato dai due coordinatori calabresi, Giuseppe Scopelliti e Antonio Gentile assecondando le richieste di Silvio Berlusconi.

CAMBI DELL’ULTIM’ORA – Salta all’ultimo momento la candidatura del segretario nazionale Alfano che avrebbe dovuto essere capolista alla Camera. E in questo modo il primo posto tocca a Jole Santelli, con tre donne che vengono a occupare i primi posti. Salta anche la candidatura di Lella Golfo che avrebbe dovuto essere l’ottava alla Camera na ha rinunciato.

Cambi in extremis anche al Senato dove in un primo momento doveva essere candidato l’ex sindaco di Reggio Demi Arena al numero 7. Nella lista consegnata il suo nome compare al numero 7 e dopo di lui c’è il vicepresidente della Regione Antonella Stasi. Ma da Reggio circola la voce di una sua rinuncia.

E certa è invece la rinuncia di Marasco e Golfo i cui nomi in realtà figurano nella lista alla Camera.

LE LISTE CONSEGNATE – Ecco i nomi che appaiono nelle liste definitive, consegnate in tribunale a Catanzaro.

Per la Camera: 1) Jole Santelli, 2) Rosanna Scopelliti, 3) Dorina Bianchi, 4) Giuseppe Galati, 5) Nino Foti, 6) Giovanni Dima, 7) Angela Mascaro, 8) Lella Golfo, 9) Maurizio Vento, 10) Pasquale La Gamba, 11) Barbara Bruinetti, 12) Angelo Brutto, 13) Giuseppe Pedà, 14) Michelangelo Greco, 15) Giovanna Cusumano, 16) Basilio Ferrari, 17) Antonella Leone, 18) Gregorio Tino, 19) Antonio Corasaniti, 20) Antonio Ciminelli.

Per il Senato: 1) Silvio Berlusconi, 2) Tonino Gentile, 3) Nico D’Ascola, 4) Pietro Aiello, 5) Antonio Caridi, 6) Domenico Scilipoti, 7) Demetrio Arena, 8) Antonella Stasi, 9) Fausto Orosomarso, 10) Antonio Barile.

di ADRIANO MOLLO

Da ilquotidianodellacalabria.it

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DOMANDE

Perchè Scilipoti in Calabria? Prchè noi calabresi siamo tenuti in grande considerazione? Perchè Scilipoti, che non è calabrese, con la sua competenza e la sua levatura politica può aiutarci a imporre al governo centrale la soluzione dei nostri numerosi problemi?

Perchè Scilipoti?

 

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