Archivi del mese: febbraio 2013

Appello per il Ponte: meglio di no

"Hai l'abitudine di accumulare oggetti inutili, credendo che un giorno, chissà quando, ne avrai bisogno?

In primo luogo, nella patria del conflitto di interessi non appare di buon gusto che dei tecnici che sono stati retribuiti dai promotori dell’opera (e che forse potrebbero esserlo in futuro) firmino un appello ‘scientifico’ per la sua realizzazione. Almeno quelli, forse era più elegante che non firmassero, per sgomberare ogni sospetto dalle menti di lettori maligni. Questo fatto è stato ampiamente commentato da Giorgio Meletti nel suo articolo su Il Fatto Quotidiano di oggi, giovedì 28.

Tra i firmatari poi appare veramente esigua la pattuglia degli economisti (uno in tutto, più forse un ingegnere associabile alla categoria). Quel solitario economista è noto nell’ambiente accademico come portatore di posizioni scientifiche estremamente eterodosse, in favore della realizzabilità di qualsivoglia opera pubblica. Dunque, moltissimi tecnici si esprimono in favore dell’opera, ma pochissimi in favore della razionalità di quella enorme spesa di denari pubblici, cioè di tutti noi. C’è solo un flebile accenno al fatto che secondo loro l’opera non è inutile. Non molto davvero.

L’argomento è pressappoco il seguente: i prestigiosi studi e progetti che sono stati fatti andrebbero sprecati. Argomentazione non proprio convincente: sono moltissimi i progetti innovativi abbandonati prima della realizzazione, anche in settori ad alta tecnologia, che tuttavia hanno generato importanti innovazioni tecnico-scientifiche e progettuali, che hanno avuto poi pieno impiego in progetti successivi. La conoscenza, per fortuna nostra, è un processo “accumulativo”.

Assumiamo che il progetto sia davvero meraviglioso sul piano tecnico, accantonando i pur molti dubbi che lo circondano. Se serve poco, va costruito ugualmente? Ci sono solide ragioni per dubitarne.
Vediamo allora perché probabilmente serve poco, e comunque certamente non nell’attuale configurazione.

Incominciamo dalla questione più ovvia e centrale: quanto serve? Cioè, come va il traffico?Ora, a parte la crisi, ci sono solide ragioni funzionali per essere pessimisti sul traffico, che comunque era in calo sullo Stretto anche prima della crisi. Il traffico passeggeri di lunga distanza va in aereo, e vi andrà sempre di più: le distanze in gioco sono tali che nemmeno un treno AV, a parte i folli costi per lo Stato, avrebbe chances. Per i passeggeri di breve distanza (tra le due vaste aree urbane che si affacciano sullo stretto), il ponte è scomodissimo, in quanto lontano (il percorso medio sarebbe di 50km, con in più il pedaggio). Per le merci di lunga distanza, l’alternativa navale, (soprattutto Ro-Ro, cioè di semirimorchi caricati su traghetti) è invincibile anche rispetto a quella ferroviaria. Per le merci di breve distanza, i traffici tra le due regioni interessate sono di modesta entità, dato la somiglianza delle produzioni.

Veniamo ora alla funzionalità dell’opera. Il traffico ferroviario prevedibile è esiguo, ma è previsto che il ponte serva anche alla ferrovia (per pseudo-ragioni ambientali, come troppo spesso accade). Questo comporta la necessità di irrigidire una struttura che nasce invece flessibile, con un aumento stimato dei costi, già elevati, di un ulteriore terzo circa.

Vi sono altre considerazioni che qui si riportano con beneficio di inventario, perché chi scrive non ne capisce abbastanza: problemi di surriscaldamento delle basi dei pilastri in fase di presa del cemento, problemi sismici, impatto ambientale sui territori interessati alle rampe di accesso, molto lunghe e complicate.

Ma di sicuro invece le questioni economico-finanziarie hanno una storia assai poco edificante: al fine di aggirare i vincoli alla spesa pubblica, si è finto che l’opera fosse ripagata in buona misura dal traffico, cioè fosse in “project financing”. In realtà i maggiori pagatori non erano gli utenti, ma due società, una stradale e una ferroviaria, che garantivano generose quote fisse annue ai realizzatori (il nome tecnico è “canone di disponibilità”). Peccato che queste due società “private” siano due SpA interamente pubbliche, ANAS e FS, i cui futuri deficit generati da questi canoni sarebbero comunque ripagati dallo Stato, cioè da noi.

Dulcis in fundo, l’occupazione generata dall’opera sarebbe esigua per euro pubblico speso (come d’altronde per tutte le Grandi Opere), e le analisi costi-benefici fatte dal ministero per giustificare l’opera dal punto di vista della collettività sono non certo neutrali, e basate su metodologie assai poco difendibili.

Ma, per concludere, dimentichiamoci di tutto questo, e immaginiamo un progetto perfetto ed un’opera utile: il problema che rimarrebbe drammaticamente irrisolto è come sempre quello della priorità di questo mega-investimento sia rispetto ai molti altri che ci sono sul tavolo (e non ci sono certo soldi per tutti), sia rispetto ad altri usi sociali di quei soldi (per esempio, opere che creino molta occupazione subito, quali le manutenzioni). Per non parlare di possibili riduzioni della pressione fiscale.

Ma qui le “colpe” dei firmatari impallidiscono rispetto a quelle della politica: nessuno si è mai sforzato di fare analisi comparative, e il Pd stesso – che pure si è schierato proprio contro il Ponte, presumibilmente per ragioni simboliche – si è serenamente allineato ai progetti di tutte le altre 19 “grandi opere” berlusconiane. Una foglia di fico in realtà molto imbarazzante, per l’adesione ad una logica di spesa del tutto indifendibile.

di  |

Da ilfattoquotidiano.it

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SI SCRIVE ACQUA si legge DEMOCRAZIA

CALABRIA ACQUA BENE COMUNE

A TUTTI I COMITATI, LE ASSOCIAZIONI, I MOVIMENTI, I CITTADINI CALABRESI

I comitati aderenti alla Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”, i quali da tempo si occupano di rifiuti in Calabria lottando per un ciclo di rifiuti virtuoso, invitano tutte le associazioni, i comitati, i movimenti, ed i singoli cittadini a partecipare alla riunione regionale per costituire anche in Calabria la Campagna “Legge Rifiuti Zero”, per una legge di iniziativa popolare sui rifiuti che comprenda la raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo e lo stop all’incenerimento.

La campagna è stata già lanciata a livello nazionale e sono da poco costituiti coordinamenti in molte regioni.

La riunione, aperta a tutti, si terrà Domenica 3 Marzo, alle ore 17.00, a Lamezia Terme (CZ) presso la sede CGIL di Sant’Eufemia, in Via del Mare (500 m dopo la stazione ferroviaria).

A presto.

Maggiori informazioni: http://www.difendiamolacalabria.org –http://www.leggerifiutizero.it

Indicazioni per raggiungere il luogo: Via del Mare, 8 88046 Santa Eufemia Lamezia CZ 
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DA NOI SUCCEDE ANCHE QUESTO: “La Lega “raccoglie” anche in Calabria Exploit di Intesa popolare grazie a Pasqua”

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Sono 2.200 circa le preferenze alla Camera (ma il dato si ripropone anche al Senato) che la Lega Nord incassa nel profondo Sud calabrese. Un dato che fa riflettere visto che si tratta di una formazione politica fortemente antimeridionalista. Dall’altra parte spicca il risultato di Cesare Pasqua che a Vibo spinge Intesa Popolare fino a cogliere ben 4.400 preferenze

di FRANCESCO RIDOLFI

IL risultato della tornata elettorale in Calabria parla due lingue, la prima è quella dell’accoppiata Berlusconi-Scopelliti mentre la seconda è quella del leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo. Un successo, per entrambi, sospettato ma di certo non immaginato con queste proporzioni. Tuttavia, al di là del risultato dei due gruppi vincenti, spiccano anche altre situazioni meritano una piccola considerazione. In primo luogo, fanno riflettere i voti che la Lega Nord, partito tipicamente antimeridionalista, ha raccolto in Calabria in modo più o meno omogeneo in tutte le cinque province. Il partito di Roberto Maroni alla .Camera ha ottenuto in tutto circa 2.200 preferenze (più o meno confermate anche al Senato) così ripartite 429 nella provincia di Reggio Calabria, 85 nella provincia di Vibo, 461 a Catanzaro, 260 a Crotone e, infine, 961 voti nella provincia di Cosenza, che ovviamente ha una incidenza in valore assoluto superiore per via della maggiore popolazione ma che conferma il trend comunque positivo del partito della Stella delle Alpi. Certo non stiamo parlando di numeri enormi, in fondo i poco più che 2.000 voti corrispondono appena allo 0.26% ma resta il dato che malgrado le politiche fortemente nord-centriche che la Lega mette in atto, anche nel profondo Sud c’è chi opta per sostenere il movimento che recentemente ha rispolverato se non proprio gli istinti secessionistici dei primi anni quanto meno una forte spinta verso forme di estrema autonomia federale a tutto vantaggio del nord e a discapito del sud. Ulteriore dato che costituisce un vero e proprio exploit è quello registrato al Senato a Vibo Valentia da Intesa Popolare facente parte della coalizione del Centrodestra. In linea di massima il partito ha incassato 7.100 voti su base regionale pari allo 0.84%, ma mentre nelle altre province il risultato si è attestato su valori pressoché bassi oscillanti tra i 114 voti di Crotone e le 833 preferenze di Catanzaro, a Vibo, complice la presenza come capolista di Cesare Pasqua, dirigente dell’Asp vibonese ed esponente di spicco della storia elettorale locale, il gruppo di Intesa popolare ha ottenuto ben 4.440 voti, successo che ha avuto i suoi riflessi anche alla Camera dove Intesa ha raccolto solo a Vibo circa 1.300 voti. Numeri e curiosità di una elezione sotto molti aspetti senza precedenti nella storia repubblicana.

Da ilquotidianodellacalabria.it

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Ecco gli eletti calabresi: alla Camera Occhiuto e Bruno beffano Quintieri, Laratta e Di Martino. In Senato Bilardi

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A tarda notte il conto dei resti nazionali permette di definire la squadra di deputati: l’Udc strappa il seggio a Scelta Civica, si ritaglia uno spazio il Centro Democratico. Per i grillini 4 posti a Montecitorio e 2 a Palazzo Madama, dove arriva anche l’unico rappresentante italiano di Grande Sud: è il fedelissimo di Scopelliti

IL GIOCO dei resti, da calcolare su base nazionale, ha tenuto in sospeso fino alle 4 di notte per conoscere la composizione della Camera e con essa la composizione della squadra di deputati calabresi. Alla fine il conteggio in casa Monti fa sorridere Roberto Occhiuto ma ha il sapore di beffa per Beniamino Quintieri. E nell’ambito del centrosinistra regala ancora una promozione a Franco Bruno, lasciando fuori Franco Laratta e Andrea Di Martino.

Molto più semplice il conteggio al Senato, dove strappa un seggio – l’unico in Italia – anche Grande Sud: lo occupera Giovanni Bilardi, fino ad oggi capogruppo della lista Scopelliti Presidente in consiglio regionale.

GLI ELETTI ALLA CAMERA – Erano 20 in tutto gli scanni di Montecitorio riservati ai calabresi. Grazie al premio di maggioranza, 11 vanno al centrosinistra, ma solo 9 al Pd. E quindi Rosy Bindi, Alfredo D’Attorre, Enza Bruno Bossio, Nico Stumpo, Demetrio Battaglia, Ernesto Magorno, Bruno Censore, Nicodemo Oliverio e Stefania Covello. Beffato Franco Laratta. Ma non solo lui, perché gli altri due seggi di coalizione non vanno tutti a Sel che ha preso il 4,20% e porta a Roma il consigliere regionale Ferdinando Aiello, ma non il coordinatore regionale del partito, Andrea Di Martino. Con l’1,74%, riesce infatti a strappare un seggio dei riparti il Centro Democratico che aveva come capolista (contestato: ricordate il caso del leader Tabacci escluso dalle liste?) l’ex senatore rutelliano Franco Bruno.

Fa il pieno dei posti di centrodestra – quattro in tutto – il Pdl: entrano Jole Santelli, Rosanna Scopelliti, Dorina Bianchi e Pino Galati. E quattro posti li prendono anche gli esordienti grillini, che portano a Montecitorio Dalila Nesci, Sebastiano Barbanti, Federica Dieni, Paolo Parentela. Restava un seggio, destinato alla coalizione di Monti, grazie al 10,49%. Sembrava destinato a Beniamino Quintieri, capolista di Scelta Civica che ha raccolto il 5,52%. E invece, il conto dei resti ha favorito l’Udc: spazio quindi a Roberto Occhiuto, numero due dietro Lorenzo Cesa.

GLI ELETTI AL SENATO – Per Palazzo Madama, il conteggio è stato legato invece solo al dato calabrese, che ha visto la coalizione di centrodestra vincere la corsa contro la squadra di Bersani: 33,3% a 31,7%. Un dato che porta 6 posti per gli uomini del Cavaliere. Stavolta, però, uno finisce a Grande Sud, che lo occupa con Giovanni Bilardi. Gli altri 5 sono tutti Pdl. E il passo indietro di Berlusconi rilancia Domenico Scilipoti, il fedelissimo imposto nelle liste calabresi. Prima di lui, passano Tonino Gentile, Vincenzo D’Ascola, Pietro Aiello e Stefano Caridi.

Al centrosinistra solo due seggi, che vanno ai pd Marco Minniti e Doris Lo Moro. Altri due, infine sono per i grillini Francesco Molinari e Nicola Morra.

di ANDREA GUALTIERI

Da ilquotidianodellacalabria.it

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NELL’ORA DEL TRAMONTO… i rimpianti

ferrante.wordpress.com ombra-dellinfinito-poesia

“Nonostante il tema del libro, Bronnie è una delle persone più positive che conosco e il suo libro è uno sguardo di sollievo su un argomento cosi pesante;  è, come dice il sottotitolo, la cronca di una trasformazione” – Jon Wolfe, Editor, New England Country Life

“Ho appena finito di leggere uno dei libri più potenti di quest’anno – E’ di una stupenda  donna di nome Bronnie Ware e parla dei rimpianti delle persone che sul letto di morte gli raccontavano i 5 rimpianti più grossi della loro vita. Potente.”
– Rich Gee, Business and Career Coach, Patch Media Corp.

Perchè questo articolo?  Ho scritto già alcuni articoli su come scrivere un diario della Felicità. Questo va in controtendenza, ma concordo col commento sopra: roba potente.

I cinque più grossi rimpianti di chi ci sta lasciando

Sembra che rendersi conto della propria mortalità renda le persone più mature. Ho imparato a non sottostimare mai le capacità di crescita del singolo. Alcuni cambiamenti sono davvero incredibili. Una varietà di emozioni:  paura, rabbia, rimorso,  e alla fine  accettazione. Ogni singolo paziente trova la pace prima di lasciarci.

Quando raccontano dei loro rimpianti alcuni temi comuni vengono a galla continuamente.

Bronnie Wire in una foto di Amanda Jameson

1. Avrei voluto avere il coraggio di vivere la mia vita, e non quella che gli altri si aspettavano da me

Questo è il più comune di tutti. Le persone si rendono conto che nella loro vita non hanno seguito nemmeno la metà dei propri sogni e muoiono sapendo che ciò è dovuto alle scelte fatte ( o non fatte)

E’ molto importante seguire i sogni quando bussano al nostro cuore. Quando le stagioni della vita sono alla fine è troppo tardi. La salute genera una libertà di cui pochi comprendono l’importanza; solo quando non c’è più ci si rende conto della prigione in cui si è caduti.

2. Vorrei non aver lavorato cosi duramente.

Ogni singolo maschio a cui ho fatto da infermiera mi ha detto questo. Non hanno saputo godersi la gioventù dei loro figli e la compagnia della compagna. Anche le donne hanno lo stesso rimpianto.

Semplificando il tuo stile di vita e facendo scelte più coscenziose, è possibile che tu non abbia bisogno di tanti soldi per vivere bene. Dando più spazio nella  vita a nuove opportunità la tua anima potrebbe vivere momenti di gioia, godendo della bellezza delle piccole cose.

3. Mi sarebbe piaciuto avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti.

Moltissime persone hanno represso i loro sentimenti per tenere rapporti pacifici con il prossimo. Alcuni hanno sviluppato delle malattie per l’amarezza e il risentimento che hanno covato dentro. Altri non hanno saputo valorizzare i loro talenti, per timidezza, per ignavia, per mancanza di coraggio e di volontà.

Un patrimonio sprecato che avrebbe potuto rendere la vita molto più interessante.

Non possiamo controllare le reazioni degli altri. Ma dire liberamente quello che si pensa, motivando le proprie opinioni ed esprimendole con il dovuto tatto, alla fine alza il livello della relazione a un livello più sano. E se le nostre opinioni portano alla rottura della relazione, è comunque un bene.  Vuol dire che in quel rapporto c’era qualcosa di poco chiaro, un equivoco, una finzione.

4. Avrei voluto tenere i contatti con i miei amici.

A volte non ci accorgiamo dei benefici di avere degli amici. Da vecchi, quando la solitudine è una triste compagna dei nostri giorni, ci rendiamo conto di quante ricchezze abbiamo sprecato.  Spesso si è cosi presi dagli impegni di lavoro che si lascia scivolare via un’amicizia d’oro.

Moltissimi rimpianti sono dovuti proprio al fatto che non si sono  dati all’amicizia  il tempo e l’impegno che meritava. Sul punto di morte la maggior parte delle persone è sola, mancano proprio gli amici.

Alla fine quello che conta è l’amore e il piacere di sentire la presenza di volti familiari.

5. Avrei dovuto permettere a me stesso di essere più felice.

Questo è incredibilmente comune. Molti, fino alla fine, non si rendono conto che la felicità è una scelta. Da giovani sono rimasti incastrati nelle vecchie abitudini. Il cosiddetto “benessere” ha annebbiato i loro cuori e rese aride le loro vite. La paura di cambiare  ha fatto indossare una maschera, con gli altri e con per se stessi. Si mostrava una felicità fittizia.

Quando sei sul  sul viale del tramonto, quello che gli altri pensano di te è lontanissimo dalla tua mente. E allora guardi le cose per quello che sono.

La vita è una scelta.  Scegli con coscienza, scegli con saggezza, scegli con onestà. Scegli la bellezza delle piccole cose, scegli la semplicità, scegli l’autenticità. Il resto ti sarà dato in sovrapiù.

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Da cocooa.com

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E il vino calabrese trionfa in Puglia

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Venerdì prossimo 19 aziende rappresenteranno le eccellenze dei vitigni terroir (Gaglioppo e Magliocco) al ristorante del Petruzzelli di Bari. Con i piatti del giovane chef di Saracena Gennaro di Pace

Venerdì 22 febbraio la Calabria del vino sarà protagonista di un grande evento al ristorante wine bar Dona Flor del Teatro Petruzzelli di Bari. “La Calabria del riscatto” con 19 aziende a rappresentare il vino prodotto dai vitigni bandiera dell’enologia calabrese: Gaglioppo e Magliocco.
Dopo la degustazione la cena preparata dallo chef Gennaro di Pace dell’Osteria Porta del Vaglio di Saracena (Cosenza). Nell’ambito della rassegna “Aspettando Radici del Sud” – che attraverso attività itineranti si fa carico di promuovere e divulgare la migliore produzione vinicola da vitigno autoctono del Sud Italia – al ristorante/american bar adiacente al Petruzzelli si celebrano dunque le eccellenze enogastronomiche calabresi. L’ingresso è libero anche per il pubblico degli appassionati e curiosi di tutte le età ma non mancheranno giornalisti, operatori di settore e addetti al lavoro che si presteranno a contribuire con la loro esperienza a una più approfondita comprensione dei vini in degustazione e delle loro tradizioni d’origine. Una ventina le etichette dei rossi autoctoni Gaglioppo e Magliocco che si potranno conoscere, apprezzare, riscoprire e poi ritrovare in abbinamento alle portate della cena che seguirà alle ore 21,00 nei medesimi locali del Dona Flor. Il giovane e talentuoso chef Gennaro Di Pace si produrrà nella realizzazione di pietanze che opportunamente si sposino ai vini e ne esaltino le pregiate caratteristiche a cominciare dal piatto di benvenuto, Tortino di semolino con Moscato e Miele, salsa di Senape grezza e funghi Porcini trifolati… provare per credere. L’evento è organizzato in collaborazione con Vinocalabrese.it
Le aziende che rappresenteranno la Calabria in Puglia sono: A Vita, Cantine Viola, Caparra & Siciliani, Ceraudo, Cote di Franze, Du Cropio, Feudo dei Sanseverino, Ippolito 1845, La Pizzuta del Principe, Librandi, Masseria Falvo 1727, Piana di Sibari, Sergio Arcuri, Serracavallo, Spadafora, Statti, Tenute Ferrocinto, Terre del Gufo e Troiano. Info: http://www.ivinidiradici.com; per prenotare

Da corrieredellacalabrai.it

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PERO’ IN VAL DI SUSA STIAMO FACENDO LA TAV…

Treni che si accortocciano - Foto: web

Treni che si accortocciano – Foto: web

C’è un guasto, treno fermo per 2 ore
nella galleria tra Paola e Cosenza

Passeggeri infuriati, tensione a bordo. Erano partiti alle 8 e 30 ma poco dopo aver imboccato il tunnel il locomotore è rimasto in panne. Lunghissimi i tempi di intervento. Poi il convoglio è stato riportato in stazione ed è stato predisposto un bus sostitutivo

di ANDREA GUALTIERI

COSENZA – Erano partiti alle 8 e 30 da Paola e mezz’ora dopo avrebbero dovuto arrivare a Cosenza. Non potevano immaginare che quel viaggio, invece, sarebbe durato per tutta la mattinata e per molti di loro si sarebbe trasformato in un incubo. Il regionale 22467 di Trenitalia, infatti, è rimasto fermo poco dopo aver imboccato la lunga galleria che divide la linea tirrenica dall’area urbana bruzia. E lì è rimasto per oltre due ore, con i passeggeri che, a bordo, erano infuriati per il ritardo.

Erano circa cinquanta i pendolari che avevano scelto di viaggiare in treno per raggiungere la città. Tra loro, professionisti e studenti. E per chi soffriva di claustrofobia la situazione è diventata esasperante.

Da Trenitalia spiegano che il locomotore del convoglio era rimasto in panne. Impossibile intervenire in galleria e impossibile anche andare ad agganciarlo da Castiglione cosentino. L’unica soluzione è stata inviare un locomotore da Paola: il treno è stato riportato nella stazione e da lì i passeggeri sono stati dirottati su un bus sostitutivo. Nel frattempo, però erano già passate le 11. Quando finalmente i pendolari sono arrivati a destinazione, la mattinata si era ormai conclusa.

Da ilquotidianodellacalabria.it

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C’è un futuro per il “cuore di bue” di Belmonte

pomodoro di belmonte2

C’è un futuro per il “cuore di bue” di Belmonte e per gli altri pomodori calabresi. I produttori di materia prima e imprese di trasformazione delle conserve vegetali delle cinque regioni meridionali (Campania, Puglia, Molise, Calabria e Basilicata), infatti, si sono messe insieme per il mega distretto del pomodoro: ne dà notizia oggi Il Sole 24 Ore. Cento le aziende con una produzione di 2,3 milioni di tonnellate nel 2012, un giro di affari di 1,6 miliardi, 8mila lavoratori fissi, e 15mila regionali, il distretto del Sud è nato oltre tre anni fa. Una “rete” che consente di rendere ancora più competitivo – collocandolo al meglio nei mercati – un prodotto calabrese che ha tutti i numeri per approdare sulle tavole d’Italia e oltre. Un dato è illuminante e incoraggiante assieme: già oggi il 50% delle produzioni delle cinque regioni meridionali è destinato all’esportazione sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (Usa, Giappone, Australia). Il saldo commerciale è positivo e in aumento in quantità del 3%.
Domani pomeriggio, nella sede romana della Regione Puglia, verrà definito lo statuto del distretto che verrà costituito molto probabilmente in forma di associazione, o in alternativa di organismo interprofessionale. Ultimo passaggio prima di arrivare alla definitiva costituzione e alla creazione di una governance. Da quel momento, le singole imprese o cooperative dovranno fare la scelta di aderire o meno al distretto. Uno dei primi progetti è una stretta collaborazione tra agricoltori e industriali nel definire quantità prodotte e prezzi. Sul mercato, in questo modo, si trova un prodotto di qualità migliore. Altro obiettivo è la registrazione di un marchio di qualità per contrassegnare le produzioni meridionali, in particolar modo quelle di pomodori pelati e pomodorini di collina. Si vuole così migliorare il posizionamento sui mercati esteri.
http://www. corriere dellacalabria.it/

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IL CAFFE’ NAPOLETANO piace e procura occupazione

Caffè

Exploit del marchio che fa capo a Cafè do Brasil di Melito

NAPOLI – Il caffè napoletano piace, e tanto, in Italia all’estero. Un’ovvietà in termini assoluti ma se scendiamo sul piano relativo del libero mercato ecco che anche le preziose miscele made in Naples cominciano a concorrere, pesantemente, con i players di mezzo mondo.

MERCATO – La partenopea Kimbo però sembra, numeri alla mano, affrontare bene la sfida. Il fatturato cresce fino a 170 milioni di euro (+7% sul 2011), gli investimenti produttivi toccano quota 15 milioni di euro, e dulcis in fundo gli accordi di distribuzione in Italia e Francia comportano anche incremento dei livelli occupazionali. Dietro Kimbo c’è la Cafè do Brasil, azienda con sede a Melito, provincia di Napoli, proprietaria anche del marchio Kosè.

ASSUNZIONI E EXPORT – L’export dell’azienda registra un +25% complessivo, dai 16,7 milioni di euro del 2010, ai 19 del 2011 ai 20,8 milioni del 2012. Sono venticinque le assunzioni effettuate nell’ultimo anno dall’azienda, che sta investendo 15 milioni di euro (nel triennio 2011-2013) per adeguare lo stabilimento ai nuovi volumi produttivi.

Da http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2013/13-febbraio-2013/caffe-napoletano-si-beve-crisi-kimbo-fatturato-ok-nuove-assunzioni-2113986228828.shtml

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Calabria/Scuola: Usb, inopportuna presenza ”Terina” all’Orient Day

scuole-superiori-ohio-sale-il-bilancio-delle-vittime-si-confessa-l-amico-dell-assassino

(ASCA) – Catanzaro, 14 feb – La presenza all”’Orienta Day” di Lamezia Terme, giornata dedicata dall’Ufficio scolastico regionale all’orientamento degli studenti delle medie, del presidente della Fondazione Terina, viene giudicata ”inopportuna” dall’ Unione sindacale di base – Scuola Calabria. La Fondazione Terina e’ ”tanto cara alle nostre istituzioni regionali e nazionali – sostiene l’Usb -, al punto da aver ricevuto un sostanzioso contributo dal Ministro dell’Istruzione Gelmini (uno dei suoi ultimi atti firmati), mentre i soldi per le scuole pubbliche statali erano stati drasticamente tagliati”. L’Usb teme che la presenza del rappresentante della Terina si inscriva nei dettami del ddl 953 Aprea-Ghizzoni (ora fermo per la caduta del Governo), che, fortemente contestato dai docenti, spinge verso l’intervento dei privati e delle Fondazioni, nel finanziamento e nei progetti educativi degli Istituti superiori. L’Usb Scuola Calabria ribadisce che ”la scuola deve essere pubblica, laica e libera, da ogni logica di regionalizzazione, privatizzazione e mercificazione”. red/mpd

Da http://www.asca.it/newsregioni-Calabria_Scuola__Usb__inopportuna_presenza___Terina___all_Orient_Day-1248709-Calabria.html

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