Attualità

Licenziata perché non gradita ai militari

 

 

Foto:giuseppecarotenuto.com

«Gli operai devono risultare di pieno gradimento dell’amministrazione militare». E lei, lavoratrice cinquantenne, da più di dieci addetta alla mensa di una caserma del novarese con un contratto part-time da 700 euro al mese, da un giorno all’altro non è più stata «di pieno gradimento». Dovrà cambiare posto di lavoro. Diventare una pendolare, e di conseguenza ridurre ulteriormente il suo salario. Senza che sia possibile nemmeno capire quale possa essere stata la sua colpa. Perché c’è una legge del 1977 che lo permette, assicurando alle forze armate la più completa discrezionalità di comportamento. Nemmeno temperata dall’obbligo di una giustificazione formale che motivi la presunta manchevolezza dell’operaia. La vicenda è stata resa pubblica dalla Filcams Cgil di Novara, che con il suo segretario Attilio Fasulo continua a farsi una domanda alla quale sta trovando risposta: «Quella legge non la conoscevo. L’ho scoperta a fine ottobre, quando la lavoratrice è venuta in Cgil a chiedere spiegazioni su quanto le era accaduto. Posso dire di aver colmato una mia lacuna, visto che di mestiere faccio il sindacalista. Ma ancora non riesco a capire quale sia il metro di giudizio che qualifichi il ‘pieno gradimento’. Perché la signora mi ha assicurato di essersi comportata come sempre. E lavorava in quella caserma da molti anni». A giudicare dai fatti l’articolo di legge – il numero 20 del Dpr 751/77 – non ha mai suscitato particolare interesse. Disciplina il capitolato generale d’oneri per gli appalti del servizio di manovalanza presso gli enti della Difesa, ed è in vigore da 35 lunghi anni. Ma desta stupore nella sua formulazione, proprio per l’assenza di un pur minimo obbligo formale di giustificare il provvedimento di sostituzione del lavoratore «sgradito». Recita così: «Gli operai devono risultare di pieno gradimento dell’amministrazione militare. Qualora le autorità militari richiedessero, a loro insindacabile giudizio, la sostituzione di uno o più dipendenti dell’impresa appaltatrice, questa dovrà immediatamente aderire alla richiesta, senza sollevare alcuna obiezione o pretendere alcun indennizzo». Alla comunicazione dei militari, l’azienda per cui lavora l’addetta alla mensa, la Elior Ristorazione spa che fra i tanti appalti ha anche quello della caserma Babini di Bellinzago, ha subito sostituito l’operaia. E quando il dirigente Filcams ha chiesto spiegazioni dell’accaduto, i responsabili della Elior hanno risposto che i termini del capitolato d’appalto erano quelli. Specificando che non era stata l’azienda ad aver allontanato la lavoratrice, ma l’amministrazione militare a segnalare che l’addetta alla mensa era diventata persona «di non pieno gradimento». Senza altre spiegazioni. «In seguito sono riuscito a capire quale fosse il decreto che regola gli appalti del servizio di manovalanza per le strutture della Difesa – riepiloga Attilio Fasulo – mentre la signora veniva messa in ferie per una settimana. Ora lei dovrebbe trasferirsi al lavoro in un altro appalto della Elior, in un istituto scolastico nei pressi di Magenta. Ad almeno 30 chilometri da Bellinzago, dove vive e dove c’è la caserma Babini presso cui lavorava e con i tre mesi estivi di inattività. Mi chiedo come sia possibile gestire le persone in questo modo. Senza poter conoscere quale sia il motivo dell’allontanamento, e senza poter avviare in alcun modo azioni legali». La domanda finale, per il segretario della Filcams novarese, resta questa: «Quali sono i parametri con i quali si stabilisce il ‘pieno gradimento’? Di fatto questa legge dà un potere enorme all’amministrazione militare».

Di – C.R.

fonte Il Manifesto

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POLLINO: video bellissimo

Questo video di Stefano Contini l’abbiamo condiviso nella sede del Centro Sociale.

E’ stato un modo per riappropriarci di luoghi che fanno parte della nostra storia.

Intere generazioni, con fatica e privazioni, vi hanno speso le loro vite.

La crisi che stiamo vivendo ci obbliga a ripensare il nostro futuro.

Se vogliamo farlo con un minimo di saggezza, dobbiamo valorizzare il meglio delle nostre “risorse”. Il territorio, la bellezza e la peculiarità del nostro territorio, sono un patrimonio inestimabile.

In questi ultimi anni dello sviluppo abbiamo preso il lato peggiore: la cementificazione.

E’ giunto il momento di voltare pagina.

Buona visione.

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GIORNATA MICOLOGICA

CENTRO SOCIALE

Orsomarso

 

 

IL CLUB ALPINO DI VERBICARO

 

 

Ha organizzato per il 7 ottobre 2012 una

GIORNATA MICOLOGIA

 

 

 

Difficoltà:  T

Durata: intera giornata

Itinerario ed orario da stabilire in sede

Guida:  Mara Papa

Telefono: 333.9046574

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