La campagna di raccolta firme per la legge regionale d’iniziativa popolare volge quasi al termine.

 

CALABRIA ACQUA BENE COMUNE

La campagna di raccolta firme per la legge regionale d’iniziativa popolare volge quasi al termine. Il mese di maggio sarà determinante, a giugno ci toccherà soprattutto mettere ordine tra i moduli, per poter essere pronti per la consegna a metà luglio.

Il bilancio finora non può definirsi negativo, ma nemmeno esaltante. Dalle notizie giunte, pare che ci stiamo avviando verso la soglia prevista, ma senza grande slancio. L’obiettivo di presentare la legge in Consiglio regionale è in ogni caso raggiunto, perchè la proposta di legge è stata approvata ormai da numerosi consigli comunali, come sappiamo però la raccolta firme nelle piazze è essenziale per comunicare con le persone, per aggiornarlecirca i vari (non semplici) passaggi che la gestione dell’acqua in Calabria sta vivendo.

E’ chiaro, questa nuova raccolta firme non può essere paragonata a quella dei referendum, è più difficile per mille motivi, tuttavia è essenziale mostrare ancora una volta che il movimento c’è, che ha compreso bene che la mobilitazione per i beni comuni è una mobilitazione permanente, e che sappiamo far fruttare le precedenti battaglie vinte, senza temere nessuna “reazione” o “riflusso”.

Un altro ambito in cui in tutta Italia si sta vivendo una certa difficoltà a raggiungere la soglia prevista (al contrario di altri paesi europei), è la raccolta ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei). Anche in questo caso siamo chiamati a fare uno sforzo, tanto più che la raccolta di adesioni può essere fatta anche on-line. Ecco di seguito 4 piccole azioni in 4 minuti per partecipare all’iniziativa:

1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui

2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo

3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu

4) Inoltra questa e-mail a tutti tuoi contatti

Insomma, tanti piccoli passi devono ancora essere compiuti per continuare a giocare la nostra partita per l’acqua pubblica in attacco, e non in difesa (e ogni tanto, come abbiamo visto, facciamo pure dei bei gol).

Auguriamo quindi a tutti uno splendido mese di maggio, con tanto sole, e tanti banchetti in piazza, nelle feste di paese, nelle sagre, e dovunque la vostra fantasia vi ispiri.

Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!

 

 

 

 

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IL COMUNE DI VIGGIANELLO (PZ) con il patrocinio della REGIONE BASILICATA presenta il volume “LA VALLE DEI MONASTERI. Il Mercurion e l’Argentino” di GIOVANNI RUSSO

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IL COMUNE DI VIGGIANELLO (PZ)
con il patrocinio della REGIONE BASILICATA

presenta il volume
“LA VALLE DEI MONASTERI.
Il Mercurion e l’Argentino”
di GIOVANNI RUSSO



Sabato 4 MAGGIO 2013 – ore 18.00
Centro Visita Parco Nazionale del Pollino
Viggianello (PZ)


Partecipano: Antonella VICECONTIVicepresidente Cif Lauria;Paola CANDIASindaco di Orsomarso; Vincenzo TEDESCO, Archeologo; Giovanni RUSSO, Autore del libro; Caterina CERBINO, Presidente dell’Associazione di volontariato Amici dell’Arca; Vincenzo CORRARO, Sindaco di Viggianello;Marcello PITTELLA, Vicepresidente della Regione Basilicata;Mons. Francesco NOLE’, Vescovo di Tursi-Lagonegro; Settimio FERRARIEditore;  Pietro ROTONDAROFotografodon Francesco SIRUFOdon Mario RADESCA.

Ferrari editore

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Addio Afor, nasce “Calabria Verde” – Scompaiono le Comunità montane.

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REGGIO CALABRIA Per un’Afor che muore, c’è una Calabria Verde che nasce. La riforma della forestazione calabrese è ormai legge, sancita dai voti del centrodestra e del Pd, che in questa circostanza hanno riprodotto su scala locale, e su un testo specifico, l’alleanza in via di sperimentazione del governo Letta. Il provvedimento – varato con la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, come previsto dallo Statuto regionale – determina anche la soppressione e successiva messa in liquidazione delle Comunità montane.
L’Afor lascia dunque spazio all’Azienda Calabria Verde, il nuovo ente strumentale «di diritto pubblico non economico» della Regione, dotato di autonomia amministrativa, finanziaria, contabile e organizzativa.
La nuova agenzia segna un passaggio fondamentale nella storia di questa legislatura, dopo le vibranti proteste della scorsa estate, quando i forestali calabresi occuparono Palazzo Campanella per bloccare il varo di una riforma ritenuta fortemente penalizzante per la stabilità lavorativa dei dipendenti. Il tempo e le modifiche al provvedimento hanno sanato le ferite e sciolto i veti. Calabria Verde viene accolta dal voto favorevole di Pdl, Pd, Udc e Rosario Mirabelli (Misto). Astensione invece per il gruppo di Italia dei valori e Federazione della sinistra (Damiano Guagliardi), mentre Pasquale Tripodi (Misto) ha lasciato l’aula al momento del varo del provvedimento. Unico no da parte di Mario Franchino (Pd).
Dopo la riforma degli enti sub-regionali approvata martedì scorso, il consiglio regionale dà così il via libera anche alla riorganizzazione della forestazione e determina la fine dell’Afor, assieme all’Arssa (agricoltura) ritenuto un carrozzone mangiasoldi incapace di garantire i servizi necessari per la salvaguardia ambientale.

IL RIORDINO SECONDO SCOPELLITI Parla di «svolta epocale» il governatore Scopelliti, secondo cui quella approvata è la riforma di «un comparto che spesso è stato aggredito e mortificato». Calabria Verde «è un’azienda senza debiti e con un nuovo management che, col contributo dei sindacati, porterà risultati», ha detto il presidente della Regione. Lo sforzo consiste nel rendere produttivi i 70mila ettari di boschi calabresi. «È questa la sfida, non c’è altra strada», aggiunge Scopelliti, che avverte sindacati e lavoratori: «Se questa realtà non sarà produttiva, avremo cambiato una semplice sigla». Ma il governatore incassa comunque quello che ritiene un risultato storico: «Dopo sei anni chiudiamo l’esperienza di un ente in liquidazione dal 2007. Qualche tempo fa è toccato all’Arssa. Da qui a qualche mese cambieremo anche i Consorzi di bonifica che verranno dimezzati, per rendere il comparto utile e funzionale alle prospettive che noi abbiamo disegnato». Anche se il governatore ammette che al momento non esiste totale copertura finanziaria per la riforma, «per cui in futuro dovremo trovare nuove risorse».

LA NUOVA AZIENDA L’Azienda che sostituisce l’Afor sarà soggetta al pareggio di bilancio e beneficerà dei trasferimenti finanziari comunitari, statali e regionali. Le Comunità montane saranno invece guidate da un commissario liquidatore scelto dalla giunta regionale tra i dirigenti e funzionari in servizio negli stessi enti. La procedura di liquidazione dovrà essere completata entro il 31 dicembre 2013. L’esecutivo guidato da Scopelliti provvederà inoltre alla nomina di un «commissario coordinatore della gestione liquidatoria» per ogni singola provincia. Calabria Verde, che avrà la sua sede legale a Catanzaro, ingloberà le funzioni di Afor e Comunità montane, oltre a esercitare i compiti di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e di monitoraggio e sorveglianza idraulica della rete idrografica calabrese, «con l’ausilio del personale di cui alla legge regionale numero 28 del 2009 da utilizzare a tempo pieno».
Gli organi della neonata agenzia saranno il direttore generale, il comitato tecnico di indirizzo e il collegio dei sindaci. Toccherà ancora una volta alla giunta, su indicazione dell’assessore all’Agricoltura, scegliere il dg di Calabria Verde, che sarà individuato tra i soggetti in possesso dei requisiti e «di accertate esperienza dirigenziale almeno quinquennale». Quanto alla pianta organica, nel nuovo ente strumentale verrà trasferito il personale di Afor, Comunità montane e i dipendenti comandati dalla Regione.

«BASTA CARROZZONI» Arrivare a una riordino condiviso della forestazione non è stato semplice. L’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra non nasconde le difficoltà che hanno contrassegnato la nascita di Calabria Verde, durante un percorso durato otto mesi, nei quali «c’è stato un ampio confronto con le forze sociali», fondamentale per arrivare «a una riforma start up per una forestazione al passo con i tempi, un settore che spesso è stato rappresentato in modo strumentale». Una riorganizzazione dell’intero sistema che raggiunge lo scopo di mettere fine «al precariato istituzionale» che da tempo riguarda i forestali. Anche se Trematerra non dimentica di sottolineare come un percorso di riforma degno di questo nome «non deve pensare solo al personale, altrimenti il rischio è di creare altre strutture assistenziali». Per questo deve essere garantita «anche la comunità calabrese, a cui si deve dare la certezza che i fondi siano utilizzati per risanare il territorio». Quanto alla soppressione delle Comunità montane, l’assessore all’Agricoltura ammette che si tratta di una «scelta dolorosa» che però non chiude la porta alla nascita dei “Comuni montani”. Trematerra l’ha detto a chiare lettere: se gli enti locali vorranno associarsi «la Regione non si opporrà». Perché l’obiettivo fondamentale resta quello di «tagliare i rami secchi senza incidere sulla vita dei calabresi».
Per Candeloro Imbalzano, presidente della commissione Bilancio e relatore del provvedimento, la riforma «serve soprattutto a dare un futuro dignitoso ai lavoratori e una prospettiva seria al comparto». Una legge definita «la migliore possibile», nella quale «sono state affrontate con serietà e responsabilità tutte le criticità».
Secondo Mario Magno (Pdl), Calabria Verde «chiude una gestione che finora non è stata limpida rispetto alle attività del settore. Non sarà un carrozzone, non vogliamo che questo nuovo organismo crei nuovi debiti». Una riforma accolta con soddisfazione anche dall’Udc e dal suo nuovo capogruppo, Ottavio Bruni, convinto che, archiviata la stagione dell’Afor, «si sostituisce con un’azienda più strutturata e più tarata sulle esigenze del territorio».

LE RISERVE DEL PD Malgrado l’approvazione finale, la riforma ha registrato alcune voci critiche tra i ranghi del Pd. Su tutte, quella di Mario Franchino, che ha avanzato dubbi sulle procedure utilizzate per la ratifica della nuova agenzia. Diversi i quesiti esposti dal consigliere democrat, che ha chiesto quale commissione abbia licenziato il provvedimento, se il progetto di legge sia conforme allo Statuto regionale e se sia stato visionato dal Cal. «Voglio chiarimenti sulle questioni procedurali e sostanziali», ha detto Franchino. Il testo «non è stato in commissione Bilancio, ma non è assolutamente irregolare», ha specificato il presidente del Consiglio Franco Talarico, che ha subito chiesto al rappresentante pd se avesse intenzione di chiedere il rinvio dei lavori. Franchino ha però fatto un passo indietro, mantenendo fede all’impegno assunto nei giorni scorsi dal Partito democratico.
Per il capogruppo pd Sandro Principe, il voto favorevole non risente del clima nazionale, «ma di certo non può ignorarlo». «La Calabria – a suo avviso – ha bisogno di una forestazione seria per tutelare l’ambiente, ma non riusciremo a portare avanti il sistema senza un contributo dello Stato centrale. Questa riforma deve essere uno strumento per fare pressione a Roma, affinché la forestazione venga vista come un elemento che, se gestito bene, può dare tanti contributi». Mario Maiolo ritiene la riforma «un passo in avanti, anche se il testo può essere migliorato per consentire alle risorse umane di essere nella condizione di affrontare il problema ambientale e di dissesto idrogeologico che interessa la Calabria».
Si concentra invece sugli sprechi del passato l’intervento di Carlo Guccione, che ricorda il «miliardo e 200 milioni» “dilapidato” da Afor e Arssa, due agenzie «che hanno consumato i soldi di questa regione». Giuste le convergenze per «un provvedimento condiviso», anche se «forse siamo stati troppo frettolosi sulle Comunità montane». A questo proposito, Guccione propone di «approfondire entro un mese la possibilità dell’unione tra Comuni per una progetto più avanzato».

E QUELLE DELLE ALTRE OPPOSIZIONI «Stupito dall’impossibilità di visionare la legge» anche Damiano Guagliardi che, dopo aver rimarcato la necessità del riordino, paventa il rischio di ricorsi da parte dei Comuni, nel caso in cui non si procedesse alla riforma dello statuto regionale sulle Comunità montane. Una possibilità che rinvierebbe «alle calende greche la soluzione del problema». Perplesso anche il capogruppo idv Emilio De Masi («nessuno avrebbe immaginato la mancata discussione nelle commissioni competenti»), mentre Rosario Mirabelli incassa il voto favorevole al suo emendamento, che chiarisce la natura non economica di Calabria Verde. Un passaggio sostanziale che per l’ex consigliere di Api garantisce l’impossibilità di sottoscrivere «contratti lavorativi di tipo privato».

Pietro Bellantoni

Da .corrieredellacalabria.it

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Spazzatura invade la Calabria: città e paesi nel caos Mappa delle emergenze e incongruenze del sistema

Emergenza rifiuti in Calabria

Emergenza rifiuti in Calabria

La politica prova a trovare soluzioni attese da sedici anni di commissariamento con poteri straordinari, mentre il sistema è andato completamente in tilt. La Procura di Cosenza ha aperto oggi un’inchiesta su cumuli di spazzatura, mentre nel crotonese le statue dei patroni sfilano tra la sporcizia e l’incredulità degli emigranti

 Mentre la politica prova a trovare soluzioni che negli ultimi sedici anni non ha trovato l’Ufficio del commissario, che pure vantava poteri straordinari, la Calabria si sommerge di rifiuti. Un pessimo biglietto da visita mentre si aspetta l’arrivo dei vacanzieri a ridosso della stagione estiva. Ed in questo contesto una immagine devastante la stanno già offrendo alcuni comuni della provincia di Crotone, dove le statue dei Santi patroni stanno sfilando tra cumuli di spazzatura alla presenza di tanti increduli emigranti tornati per l’occasione. La mappa della crisi non permette di segnare zone ancora “vergini”. Sembrano andare meglio i capoluoghi di provincia, almeno rispetto a Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone. I tre centri, infatti, godono dei privilegi della corsia preferenziale in impianti e discariche. A discapito, però, dei piccoli comuni, dove i mezzi della nettezza urbana riescono a scaricare dopo giorni di attesa. Le Prefetture seguono con attenzione l’evolversi della situazione, anche perché crescono i pericoli per la salute e per l’ordine pubblico e l’arrivo del caldo non fa altro che peggiorare una condizione già drammatica.

CATANZARO. Nella provincia del capoluogo di regione i prezzi più alti li pagano i piccoli comuni. Domenica scorsa, davanti l’impianto di Alli hanno manifestato poco più di dieci sindaci. Ma alle loro rimostranze ha fatto da contraltare l’atto con cui si evidenzia la precedenza concordata per la città. I sindaci lamentano turni troppo lunghi per scaricare. Lungo la strada che porta ad Alli una fila interminabile di camion e cassoni maleodoranti, stracolmi di spazzatura, lasciati sotto il sole in attesa di un turno che può arrivare anche una volta ogni dieci giorni. La beffa sta in quella montagna scavata tra i territori di Catanzaro e Simeri Crichi, dove sorge la discarica. La struttura è satura da tempo, mentre l’ampliamento è stato “bocciato” da una perizia della Procura perché realizzato in una zona con dissesto idrogeologico. Funziona solo l’impianto, che deve comunque appoggiarsi a Pianopoli.
COSENZA. Nella provincia bruzia il capoluogo è al limite dell’emergenza. La Procura della Repubblica stamani ha aperto un’inchiesta sulla ‘monnezza’ diventata quasi un simbolo del paesaggio. L’obiettivo è capire se ci sono stati ritardi, omissioni, ingerenze, ma dopo le dichiarazioni di pochi giorni or sono dell’assessore regionale Francesco Pugliano, più che dubbi ci si trova davanti alle certezze (ancora senza nomi e cognomi). Va male anche in provincia, specie lungo la fascia ionica e la zona dell’entroterra. La realtà più grande della Calabria deve fare i conti con la mancanza di strutture adeguate per il conferimento. Una situazione frutto delle visioni campanilistiche degli ultimi anni, ma anche dell’incapacità politica di decidere.
CROTONE. L’oggetto del contendere è la discarica di Ponticelli, divenuta l’unica valvola di sfogo dopo l’impossibilità di utilizzare quella privata della Sovreco. Da quando il sistema di conferimento è tornato alla Regione, Ponticelli è l’unico luogo dove poter scaricare i rifiuti. Così la turnazione è preferenziale: si scaricano 150 tonnellate al giorno. Prima tocca a Crotone, con 90 tonnellate, poi scaricano i camion in fila davanti alla struttura per un massimo di 60 tonnellate. Chi arriva prima forse si libera della spazzatura, altrimenti non resta che attendere la buona sorte per il giorno successivo. Tutto questo mentre in molti paesi si celebrano i rispettivi Patroni, sono aumentate le presenze e, di conseguenza, i cumuli maleodoranti.
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VIBO VALENTIA. Questa mattina la Prefettura di Vibo Valentia si è rivolta direttamente all’assessore regionale Francesco Pugliano, chiedendo risposte concrete ed immediate. Ci sono diverse località turistiche che dal mese di maggio segnano qualche prenotazione di stranieri e il rischio è lampante, non solo per l’immagine e per l’economia, ma anche per la salute pubblica. Anche per il vibonese vale quanto detto per l’area di Cosenza. Qui nessuno ha voluto realizzare strutture, finendo con il dovere rivolgersi alle province vicine che ora minacciano di chiudere la disponibilità.
REGGIO CALABRIA. Dopo l’emergenza del capoluogo dei giorni scorsi, a macchia di leopardo la città è stata ripulita almeno dai grossi cumuli. La situazione è molto critica nella Locride e nella Piana, dove non mancano i cassonetti incendiati nel corso della notte per ripulire le aree dove al cattivo odore e alla pessima visione, si aggiungo anche topi e sporcizia. Molti sindaci sono sul piede di guerra e annunciano forme di protesta di ogni genere se non dovessero essere trovate soluzioni immediate. Il reggino è la provincia che ha dato di più in termini di impianti, discariche e termovalorizzatore, eppure non è bastato almeno per garantire una certa autonomia.
Da ilquotidianodellacalabria.it
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Denunci le banche… ecco cosa succede!

L'imprenditore coraggioso   De Masi

L’imprenditore coraggioso De Masi


Imprenditore dopo la denuncia alle banche, per:

-usura {tassi d’interesse quasi da usurai legalizzati}
-attività per delinquere
-riciclaggio
-appropriazione indebita
-falso in bilancio
[Una vera e propria sfilza di motivazioni che noi cittadini sappiamo e proviamo sulla nostra stessa pelle]

Ebbene dopo 5 giorni fuori al capannone di un suo stabile vengono sparati 40 colpi di un kalashnikov [Ak-47] e non può trattarsi di una coincidenza….
Segnale intimidatorio con un’arma da guerra di grosso calibro!
La risposta dell’imprenditore, da stimare per il coraggio, è stata rilasciata al Corriere della Calabria
«Hanno sbagliato indirizzo, non indietreggerò di un millimetro». L’imprenditore Nino De Masi, ancora visibilmente scosso per l’attentato subìto:«Non intendo fermarmi e voglio continuare a battermi per affermare i principi della legalità e della sana imprenditoria in questa nostra terra martoriata – ha proseguito il manager – e chiedo per questo ai massimi vertici istituzionali tutta l’attenzione che il caso merita».

 

 Da openyoureyes91.com
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Monsanto contro Madre Natura

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Sembra incredibile, ma Monsanto e soci ci riprovano. Queste voraci aziende di biotecnologie hanno trovato un modo per conquistare il monopolio sui semi della vita, quelli che ci danno il nostro cibo. Stanno cercando di ottenere brevetti su varietà di verdura e frutta che consumiamo quotidianamente come cocomeri, broccoli e meloni, costringendo i coltivatori a pagare per i semi e con il rischio di essere denunciati se non lo fanno.

Possiamo però impedire che si comprino l’intera Madre Natura. E’ vero che aziende come la Monsanto hanno trovato delle scappatoie per aggirare le leggi europee e ottenere il monopolio dei semi normali, ma noi possiamo ancora bloccarle prima che stabiliscano un pericoloso precedente a livello globale. Per farlo abbiamo bisogno che paesi chiave come la Germania, la Francia e l’Olanda (dove il dissenso sta già crescendo) chiedano che si voti per fermare i piani della Monsanto. Già in passato la nostra comunità è riuscita a influenzare la decisione dei governi e possiamo farlo di nuovo.

Molti agricoltori e politici si sono già opposti; ma ora dobbiamo aggiungere la spinta di una mobilitazione dal basso e fare pressione su questi paesi per tenere la Monsanto alla larga da quello che mangiamo. Firma ora e condividi con tutti per aiutarci a realizzare la più grande campagna di sempre a difesa del nostro cibo:

http://www.avaaz.org/it/monsanto_vs_mother_earth_loc/?bKPaUcb&v=23999

I brevetti stravolgono l’intero funzionamento della nostra catena alimentare: per migliaia di anni gli agricoltori hanno potuto scegliere quali sementi usare, senza doversi preoccupare di essere portati in tribunale per violazione di proprietà intellettuale. Ora però, le aziende di biotecnologie stanno ottenendo brevetti sui semi e poi fanno pagare agli agricoltori esorbitanti licenze. Monsanto ha denunciato centinaia di loro per la pratica millenaria di salvare e selezionare i semi. Monsanto e soci sostengono che i brevetti danno impulso all’innovazione, ma la realtà è che creano un monopolio di un’azienda sul nostro cibo.

Per fortuna l’Ufficio Europeo dei Brevetti obbedisce ai 38 stati membri che, con un solo voto, possono impedire che vengano concessi pericolosi brevetti su alimenti coltivati usando metodi tradizionali. Persino il Parlamento Europeo si è espresso contro questa devastante possibilità. Ora, una massiccia ondata di proteste può spingerli a mettere per sempre al bando i brevetti su quello che mangiamo.

La situazione è già tragica: la sola Monsanto possiede il 36% delle varietà di pomodori, il 32% dei peperoni e il 49% dei cavolfiori registrati nell’UE. Ma con una semplice modifica delle regole attuali, possiamo impedire alle multinazionali di prendere il controllo di quello che mangiamo, degli agricoltori e del pianeta … e sta a noi fare in modo che succeda:

http://www.avaaz.org/it/monsanto_vs_mother_earth_loc/?bKPaUcb&v=23999

La comunità di Avaaz non ha mai avuto paura di lottare contro il tentativo delle multinazionali di manovrare le istituzioni: abbiamo lottato contro il monopolio di Rupert Murdoch e fatto in modo che le aziende di telecomunicazione non mettessero le mani su internet. Ora è tempo di difendere il nostro cibo dal loro controllo.

Con speranza e determinazione,

Jeremy, Michelle, Oli, Dalia, Pascal, Ricken, Diego e tutto il team di Avaaz

P.S. Molte campagne di Avaaz sono lanciate dai membri della nostra comunità!Lancia ora la tua e vinci su questioni di ogni tipo, locali, nazionali o globali:http://www.avaaz.org/it/petition/start_a_petition/?bgMYedb&v=23917

ULTERIORI INFORMAZIONI:

No al brevetto per piante e animali ottenuti con riproduzione convenzionale (Parlamento europeo)
http://www.europarl.europa.eu/news/it/pressroom/content/20120509IPR44733/html/No-al-brevetto-per-piante-e-animali-ottenuti-con-riproduzione-convenzionale

UE, nuovi brevetti su piante e metodi convenzionali (Fondazione Diritti Genetici)
http://www.fondazionedirittigenetici.org/news/723/brevetti-ue-nuovi-brevetti-su-piante-e-metodi-convenzionali

Ogm, schiaffo alla Monsanto: l’Italia chiede all’UE la sospensione della coltivazione del mais mon810 (GreenReport)
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=+21298

Brevetti sul cibo, Mira Shiva: “E’ questione di vita o di morte” (Il Cambiamento)
http://www.ilcambiamento.it/agricoltura_biologica/brevetti_cibo_mira_shiva_sblocchiamoli.html

La natura brevettata (Io Acqua & Sapone)
http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=1189

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Il comitato cosentino Acqua Pubblica invita il Consiglio Comunale di Cosenza ad aderire alla legge regionale d’iniziativa popolare “Tutela, governo e gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”

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 È da un po’ di tempo ormai che la volontà di tutelare l’Acqua Bene Comune a Cosenza può essere valutata persino in termini numerici:

 

  • 2009525 cittadini consegnano una petizione con cui si chiede che il Consiglio Comunale riconosca nello Statuto il Diritto umano all’acqua, ed il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica (tale petizione sarà poi approvata dal Consiglio nel successivo gennaio 2010, anche seancora attendiamo l’effettiva modifica dello Statuto);
  • 2010: la città si mobilità per la raccolta firme referendaria offrendo quasi 2600 firme per ognuno dei tre quesiti;
  • 2011: il 57,02% dei cosentini si reca alle urne per i referendum, e 31.648 votanti dichiarano che l’acqua non è una merce.

 

Anche il 2012 è stato un anno importante. Come ampiamente previsto dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, la Sorical è finita in liquidazione, il suo partner privato (la multinazionale Veolia) sta scappando via lasciando ai calabresi i cocci del suo enorme fallimento, e la Giunta Regionale ha varato una sua bozza di proposta di legge in materia di risorse idriche. Ma al movimento per l’acqua calabrese non sfugge l’importanza di questo momento di svolta, e per questo ha presentato nello scorso mese di gennaio una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, per fare in modo che in Calabria si realizzi un modello per la gestione del Servizio Idrico Integrato realmente pubblico e partecipato.

L’attuale amministrazione si è dichiarata più volte favorevole ad una gestione dell’acqua rispettosa dell’esito referendario: già nel corso di un convegno organizzato nel maggio del 2012 dal comitato cosentino il vicesindaco Gentile ha pubblicamente affermato che è intenzione dell’Amministrazione mantenere pubblica la gestione del servizio idrico, mentre è notizia recente la sentenza del TAR favorevole al Comune, contro le riduzioni della fornitura idrica da parte della Sorical.

Anche se restiamo ancora in attesa che si apra una seria discussione sulle modalità di gestione del servizio idrico nella nostra città, un altro semplice e coerente passo può essere ora compiuto dal Sindaco e dall’intero Consiglio Comunale di Cosenza:sulla scorta anche di quanto avvenuto in altri importanti comuni della Provincia, comeSaracena, Castrovillari, Spezzano Piccolo e Casole Bruzio, si approvi una delibera di adesione alla proposta di legge del movimento. Proponiamo che ciò avvenga al più presto, già entro il 25 Aprile. Perché dall’Acqua e dai Beni Comuni, gestiti in maniera pubblica e partecipata, passa un nuovo percorso di liberazione civile e sociale.

Comunichiamo infine che è possibile aderire alla proposta di legge da parte di singoli cittadini presso il banchetto che si tiene ogni sabato pomeriggio a P.zza XI settembre. Saremo inoltre presenti in piazza anche domenica 14 aprile in occasione delFirma Day per l’apertura della campagna nazionale per la legge Rifiuti ZERO.

 

Si scrive acqua, si legge democrazia!

Comitato Cosentino – Coord. Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri

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Consigli naturali per allontanare le formiche da casa e giardino

 

Come tenere lontano le formiche

Come tenere lontano le formiche

Se vogliamo mantenere lontane le formiche, non dobbiamo ricorrere a pesticidi che oltre a ucciderle inquinano l’ambiente, possiamo utilizzare dei metodi naturali e questi piccoli insetti non saranno più un problema.

  • Il borotalco può essere una possibile soluzione per allontanarle in casa, basta cospargere la linea del percorso che fanno solitamente e vedrai che presto le formiche non si faranno più vedere.
  • Utilizzando dell’aceto con alcune gocce di olio essenziale di menta o di eucalipto possiamo creare una soluzione che spruzzata nei punti strategici della casa terrà lontane i nostri insetti.
  • Prendere una manciata di foglie di pomodoro e farle bollire in un litro d’acqua. Lasciare in infusione poi per una mezzora e filtrare. Questa soluzione una volta raffreddata è utile per eliminare le formiche dal nostro orto, il forte odore della foglia di pomodoro bollita le tiene lontane.
  • Sempre per allontanarle dal nostro orto possiamo piantare tutto attorno piante di maggiorana, tanaceto o lavanda che emanano un odore forte che da noia alle formiche.
  • Usare oli essenziali di menta, la canfora, chiodi di garofano, cannella, o anche aglio. Le formiche non amano gli odori forti e usando poche gocce di olio essenziale o anche l’aglio possiamo tenerle lontane.
  • Spargere del peperoncino in polvere nei posti dove le nostre amiche sono indesiderate.
  • La polvere di caffè può essere molto utile per il nostro giardino e per il nostro orto. Quando prepariamo il nostro caffè, i fondi del caffè vanno messi in un piattino a parte dove perdendo parte della loro umidità potranno essere usati come una polvere. Questa va messa lungo tutti i bordi del nostro giardino o orto e attorno alle piante. Oltre a concimare terrà lontane le formiche che potrebbe anche arrecare danni alle nostre piante.
  • Usare un decotto di assenzio si utilizzano le foglie e le infiorescenze estive, un cucchiaino di pianta secca per un litro d’acqua. Questo prodotto a freddo può essere usato alla sera sulle piante per allontanare le formiche, ma è utile anche per altri insetti e per la ruggine delle piante.
  • Gli agrumi, o anche i limoni ammuffiti sono un ottimo deterrente contro le formiche.
  • Il nasturzio è un bel fiore che a causa del suo odore forte tende a tenere lontane le formiche.

Da  http://ambientebio.it

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La Legge Rifiuti Zero

Legge Rifiuti Zero

Legge Rifiuti Zero

La Legge Rifiuti Zero ruota attorno a 5 parole fondamentali che sono sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. L’idea  è condivisa e supportata tra gli altri anche da Alessio Ciacci assessore all’ambiente del comune di Capannori e premiato quest’anno come personaggio ambiente 2012.

Come mi specifica Massimo Piras in una mail:

L’ideazione della bozza della Legge Rifiuti Zero è del sottoscritto, lanciata a giugno 2012 in assemblea alla Sapienza di Roma con 150 partecipanti e messa in streaming. Del resto tutto cio’ era facilmente desumibile dal sito http://www.leggerifiutizero.it alla descrizione del percorso della legge.

La raccolta delle firme parte dopo la Pasqua, intorno al 14 – 15 aprile e punta a essere molto intensa in quelle zone che vivono l’emergenza rifiuti o sono in aree in cui vi sono discariche o inceneritori. La raccolta delle firme, 50 mila almeno ma i promotori puntano a raddoppiare la raccolta, è affidata a volontari e cittadini che si impegnano in prima persona per portare la Legge in Parlamento, presumibilmente prima della pausa estiva.

La legge punta su un criterio fondamentale, ossia quella raccolta porta a porta che premia chi produce meno rifiuti: a Capannori già si premiano i cittadini virtuosi, ovvero che producono meno rifiuti, facendoli risparmiare sulle tasse, già da questo gennaio. Il sistema trovato è stato denominato Tariffa puntuale e consiste nel versare al Comune una tassa rifiuti cucita sulla capacità del cittadini di produrre meno indifferenziata possibile e usufruendo del compostaggio domestico per aumentare la quota di rifiuti da riciclare.

Ogni cittadino può essere promotore della raccolta firme e dunque partecipare attivamentecontattando il comitato che fornirà tutto il supporto possibile.

Da  ecoblog.it

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ADESIONI ALL’AIDO domenica di Pasqua ad Orsomarso

AIDO  Associazione Italiana Donatori di Organi

AIDO Associazione Italiana Donatori di Organi

DOMENICA PROSSIMA

31 MARZO 2013

tempo permettendo

SARA’  PRESENTE IN  

PIAZZA MUNICIPIO

AD ORSOMARSO

 

UN BANCHETTO PER LE ADESIONI

ALL’AIDO

l’Associazione Italiana Donatori di Organi

 

TI ASPETTIAMO!

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