Archivi del mese: maggio 2013

Scandalo Rifiuti: Scopelliti emette un’ordinanza folle. Calabria vergogna d’Europa.

Emergenza rifiuti in Calabria

Emergenza rifiuti in Calabria

Un atto storico, una vergogna continentale: Scopelliti emette un’ordinanza con cui autorizza l’abbancamento di rifiuti direttamente in discarica senza alcun trattamento.

Il Governatore riesce in pochi mesi a fare peggio del Commissario all’Emergenza, autorizzando per decreto un disastro sanitario ed ambientale, facendo saltare la Calabria indietro di cinquant’anni in una sola mattinata.

Il decreto viola le più basilari norme in materia di tutela ambientale e sanitaria nazionali ed europee, viola l’intelligenza e la dignità dei calabresi e causerà ingentissime multe nei confronti delle istituzioni pubbliche che Scopelliti non pagherà di tasca sua, ma pagherà con i soldi dei cittadini.

Un’ordinanza incivile degna di una giunta regionale preistorica e di un consiglio regionale mummificato, maggioranza ed opposizione, il quale non solo non è in grado di risolvere i problemi, ma non è neanche in grado di restare nei limiti della decenza.

Avvieremo tutte le attività possibili per fermare questo disastro, ci appelliamo a tutti gli enti di controllo, alle Procure della Repubblica ed a tutte le forze pubbliche il cui dovere è quello di preservare la salute dei cittadini, affinché si assumano la responsabilità di impedire l’esecuzione di questa ordinanza.

È ormai evidente che la reale urgenza della Calabria è staccare la spina a questa giunta regionale, la quale resterà nella storia per questo provvedimento, come per il criminale piano di rientro con cui ha negato il diritto alla salute ai calabresi.

Movimento TERRA e POPOLO – Rossano

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Comunicato Stampa Conferenza sullo sviluppo eco-sostenibile dei Monti dell’Orsomarso Sabato 18 maggio alle ore 17.00 presso il centro sociale di Orsomarso. All’incontro parteciperà l’Eurodeputato On. Mario Pirillo

La valle dell'Argentino

La valle dell’Argentino

 

Natura, tradizioni e sviluppo eco-sostenibile del territorio dei monti dell’Orsomarso è il titolo della conferenza che l’amministrazione comunale,  insieme alla società cooperativa Humanitas di Scalea, presieduta dal Dott. Carmelo Leo, ha organizzato per sabato 18 maggio alle ore 17.00, presso la sede del centro sociale di Orsomarso in piazza municipio. All’incontro, moderato dal consigliere comunale con delega alle attività produttive, Antonio Pappaterra, oltre ai Saluti del Sindaco, la dott.ssa Paola Candia e del presidente del Centro Sociale, Prof. Cosma di Leone, sono previsti gli interventi del dott. Carmelo Leo, Presidente della cooperativa Humanitas  di Scalea, del dott. Antonio Marfella dell’Istituto Tumori Fondazione G.Pascale, dell’arch. Riccardo Benvenuto, presidente della Comunità Montana Alto Tirreno Appennino Paolano e dell’Euro-Deputato on. Mario Pirillo, membro del comitato per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare europea a Bruxelles. Al centro del dibattito vi saranno le prospettive legate alla nuova programmazione europea dei fondi comunitari del comparto della forestazione produttiva e delle opportunità promosse  dal programma Natura 2000 sullo sfruttamento del sotto-bosco a favore della ricerca scientifica e la medicina, oltre che delle risorse acquifere.

 

Per la stampa

Antonio Pappaterra

 

 

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Oggetto luminoso cade dal cielo in fiamme bosco nel Cosentino

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Un oggetto luminoso, per come descritto da alcuni testimoni, sarebbe caduto dal cielo a San Giorgio Albanese provocando l’incendio di una zona impervia di un bosco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno dato il via alle manovre per spegnere le fiamme. Nel frattempo sono stati avviati gli accertamenti per comprendere l’accaduto

SAN GIORGIO ALBANESE (CS) – Un oggetto luminoso è caduto dal cielo su una collina in località Colucci di San Giorgio Albanese provocando l’incendio di un piccolo bosco. Alcune persone residenti nella zona hanno visto una scia luminosa in cielo ed un oggetto che stava cadendo ed hanno allertato i vigili del fuoco diCosenza. Nella zona dove è caduto l’oggetto, particolarmente impervia, si è rapidamente sviluppato un incendio. Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco di Rossano (Cosenza) che sta provvedendo a spegnere le fiamme.   Sono in corso gli accertamenti per individuare l’oggetto caduto dal cielo descritto da alcuni testimoni. Non è escluso, secondo la descrizione fatta dai testimoni, che possa trattarsi di un frammento di meteorite.

Da il quotidianodellacalabria.it

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Vieni ai campi estivi di Amnesty?

Campi estivi con Amnesty

Campi estivi con Amnesty

Dopo l’importante successo dello scorso anno, stiamo organizzando i campi estivi 2013 : un’occasione unica per conciliare svago e riflessione.

Dall’Emilia Romagna all’Umbria, giovani e giovanissimi potranno approfondire temi e metodi di lotta per i diritti umani; mentre per i cinefili l’appuntamento è al Festival di Giffoni, in Campania.

Infine il campeggio nella bellissima Lampedusa, rivolto a donne e uomini a partire dai 18 anni.

Campi diversi, in luoghi diversi, pensati per diverse fasce d’età, ma con un unico filo conduttore: percorsi di approfondimento dei diritti umani e degli strumenti per realizzarli.

Laboratori, giochi, esperienze, incontri per chiunque voglia vedere la realtà con i propri occhi e su quella realtà voglia incidere, contribuendo così a costruire una solida cultura dei diritti umani, in un clima di vacanza e di condivisione.

Vieni a uno dei nostri campi
 .


Se conosci ragazzi e ragazze interessati, segnala i campi di Amnesty 
!

Ti aspettiamo

Carlotta Sami 
Direttrice generale
Amnesty International Italia

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La campagna di raccolta firme per la legge regionale d’iniziativa popolare volge quasi al termine.

 

CALABRIA ACQUA BENE COMUNE

La campagna di raccolta firme per la legge regionale d’iniziativa popolare volge quasi al termine. Il mese di maggio sarà determinante, a giugno ci toccherà soprattutto mettere ordine tra i moduli, per poter essere pronti per la consegna a metà luglio.

Il bilancio finora non può definirsi negativo, ma nemmeno esaltante. Dalle notizie giunte, pare che ci stiamo avviando verso la soglia prevista, ma senza grande slancio. L’obiettivo di presentare la legge in Consiglio regionale è in ogni caso raggiunto, perchè la proposta di legge è stata approvata ormai da numerosi consigli comunali, come sappiamo però la raccolta firme nelle piazze è essenziale per comunicare con le persone, per aggiornarlecirca i vari (non semplici) passaggi che la gestione dell’acqua in Calabria sta vivendo.

E’ chiaro, questa nuova raccolta firme non può essere paragonata a quella dei referendum, è più difficile per mille motivi, tuttavia è essenziale mostrare ancora una volta che il movimento c’è, che ha compreso bene che la mobilitazione per i beni comuni è una mobilitazione permanente, e che sappiamo far fruttare le precedenti battaglie vinte, senza temere nessuna “reazione” o “riflusso”.

Un altro ambito in cui in tutta Italia si sta vivendo una certa difficoltà a raggiungere la soglia prevista (al contrario di altri paesi europei), è la raccolta ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei). Anche in questo caso siamo chiamati a fare uno sforzo, tanto più che la raccolta di adesioni può essere fatta anche on-line. Ecco di seguito 4 piccole azioni in 4 minuti per partecipare all’iniziativa:

1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui

2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo

3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu

4) Inoltra questa e-mail a tutti tuoi contatti

Insomma, tanti piccoli passi devono ancora essere compiuti per continuare a giocare la nostra partita per l’acqua pubblica in attacco, e non in difesa (e ogni tanto, come abbiamo visto, facciamo pure dei bei gol).

Auguriamo quindi a tutti uno splendido mese di maggio, con tanto sole, e tanti banchetti in piazza, nelle feste di paese, nelle sagre, e dovunque la vostra fantasia vi ispiri.

Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!

 

 

 

 

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IL COMUNE DI VIGGIANELLO (PZ) con il patrocinio della REGIONE BASILICATA presenta il volume “LA VALLE DEI MONASTERI. Il Mercurion e l’Argentino” di GIOVANNI RUSSO

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IL COMUNE DI VIGGIANELLO (PZ)
con il patrocinio della REGIONE BASILICATA

presenta il volume
“LA VALLE DEI MONASTERI.
Il Mercurion e l’Argentino”
di GIOVANNI RUSSO



Sabato 4 MAGGIO 2013 – ore 18.00
Centro Visita Parco Nazionale del Pollino
Viggianello (PZ)


Partecipano: Antonella VICECONTIVicepresidente Cif Lauria;Paola CANDIASindaco di Orsomarso; Vincenzo TEDESCO, Archeologo; Giovanni RUSSO, Autore del libro; Caterina CERBINO, Presidente dell’Associazione di volontariato Amici dell’Arca; Vincenzo CORRARO, Sindaco di Viggianello;Marcello PITTELLA, Vicepresidente della Regione Basilicata;Mons. Francesco NOLE’, Vescovo di Tursi-Lagonegro; Settimio FERRARIEditore;  Pietro ROTONDAROFotografodon Francesco SIRUFOdon Mario RADESCA.

Ferrari editore

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Addio Afor, nasce “Calabria Verde” – Scompaiono le Comunità montane.

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REGGIO CALABRIA Per un’Afor che muore, c’è una Calabria Verde che nasce. La riforma della forestazione calabrese è ormai legge, sancita dai voti del centrodestra e del Pd, che in questa circostanza hanno riprodotto su scala locale, e su un testo specifico, l’alleanza in via di sperimentazione del governo Letta. Il provvedimento – varato con la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, come previsto dallo Statuto regionale – determina anche la soppressione e successiva messa in liquidazione delle Comunità montane.
L’Afor lascia dunque spazio all’Azienda Calabria Verde, il nuovo ente strumentale «di diritto pubblico non economico» della Regione, dotato di autonomia amministrativa, finanziaria, contabile e organizzativa.
La nuova agenzia segna un passaggio fondamentale nella storia di questa legislatura, dopo le vibranti proteste della scorsa estate, quando i forestali calabresi occuparono Palazzo Campanella per bloccare il varo di una riforma ritenuta fortemente penalizzante per la stabilità lavorativa dei dipendenti. Il tempo e le modifiche al provvedimento hanno sanato le ferite e sciolto i veti. Calabria Verde viene accolta dal voto favorevole di Pdl, Pd, Udc e Rosario Mirabelli (Misto). Astensione invece per il gruppo di Italia dei valori e Federazione della sinistra (Damiano Guagliardi), mentre Pasquale Tripodi (Misto) ha lasciato l’aula al momento del varo del provvedimento. Unico no da parte di Mario Franchino (Pd).
Dopo la riforma degli enti sub-regionali approvata martedì scorso, il consiglio regionale dà così il via libera anche alla riorganizzazione della forestazione e determina la fine dell’Afor, assieme all’Arssa (agricoltura) ritenuto un carrozzone mangiasoldi incapace di garantire i servizi necessari per la salvaguardia ambientale.

IL RIORDINO SECONDO SCOPELLITI Parla di «svolta epocale» il governatore Scopelliti, secondo cui quella approvata è la riforma di «un comparto che spesso è stato aggredito e mortificato». Calabria Verde «è un’azienda senza debiti e con un nuovo management che, col contributo dei sindacati, porterà risultati», ha detto il presidente della Regione. Lo sforzo consiste nel rendere produttivi i 70mila ettari di boschi calabresi. «È questa la sfida, non c’è altra strada», aggiunge Scopelliti, che avverte sindacati e lavoratori: «Se questa realtà non sarà produttiva, avremo cambiato una semplice sigla». Ma il governatore incassa comunque quello che ritiene un risultato storico: «Dopo sei anni chiudiamo l’esperienza di un ente in liquidazione dal 2007. Qualche tempo fa è toccato all’Arssa. Da qui a qualche mese cambieremo anche i Consorzi di bonifica che verranno dimezzati, per rendere il comparto utile e funzionale alle prospettive che noi abbiamo disegnato». Anche se il governatore ammette che al momento non esiste totale copertura finanziaria per la riforma, «per cui in futuro dovremo trovare nuove risorse».

LA NUOVA AZIENDA L’Azienda che sostituisce l’Afor sarà soggetta al pareggio di bilancio e beneficerà dei trasferimenti finanziari comunitari, statali e regionali. Le Comunità montane saranno invece guidate da un commissario liquidatore scelto dalla giunta regionale tra i dirigenti e funzionari in servizio negli stessi enti. La procedura di liquidazione dovrà essere completata entro il 31 dicembre 2013. L’esecutivo guidato da Scopelliti provvederà inoltre alla nomina di un «commissario coordinatore della gestione liquidatoria» per ogni singola provincia. Calabria Verde, che avrà la sua sede legale a Catanzaro, ingloberà le funzioni di Afor e Comunità montane, oltre a esercitare i compiti di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e di monitoraggio e sorveglianza idraulica della rete idrografica calabrese, «con l’ausilio del personale di cui alla legge regionale numero 28 del 2009 da utilizzare a tempo pieno».
Gli organi della neonata agenzia saranno il direttore generale, il comitato tecnico di indirizzo e il collegio dei sindaci. Toccherà ancora una volta alla giunta, su indicazione dell’assessore all’Agricoltura, scegliere il dg di Calabria Verde, che sarà individuato tra i soggetti in possesso dei requisiti e «di accertate esperienza dirigenziale almeno quinquennale». Quanto alla pianta organica, nel nuovo ente strumentale verrà trasferito il personale di Afor, Comunità montane e i dipendenti comandati dalla Regione.

«BASTA CARROZZONI» Arrivare a una riordino condiviso della forestazione non è stato semplice. L’assessore all’Agricoltura Michele Trematerra non nasconde le difficoltà che hanno contrassegnato la nascita di Calabria Verde, durante un percorso durato otto mesi, nei quali «c’è stato un ampio confronto con le forze sociali», fondamentale per arrivare «a una riforma start up per una forestazione al passo con i tempi, un settore che spesso è stato rappresentato in modo strumentale». Una riorganizzazione dell’intero sistema che raggiunge lo scopo di mettere fine «al precariato istituzionale» che da tempo riguarda i forestali. Anche se Trematerra non dimentica di sottolineare come un percorso di riforma degno di questo nome «non deve pensare solo al personale, altrimenti il rischio è di creare altre strutture assistenziali». Per questo deve essere garantita «anche la comunità calabrese, a cui si deve dare la certezza che i fondi siano utilizzati per risanare il territorio». Quanto alla soppressione delle Comunità montane, l’assessore all’Agricoltura ammette che si tratta di una «scelta dolorosa» che però non chiude la porta alla nascita dei “Comuni montani”. Trematerra l’ha detto a chiare lettere: se gli enti locali vorranno associarsi «la Regione non si opporrà». Perché l’obiettivo fondamentale resta quello di «tagliare i rami secchi senza incidere sulla vita dei calabresi».
Per Candeloro Imbalzano, presidente della commissione Bilancio e relatore del provvedimento, la riforma «serve soprattutto a dare un futuro dignitoso ai lavoratori e una prospettiva seria al comparto». Una legge definita «la migliore possibile», nella quale «sono state affrontate con serietà e responsabilità tutte le criticità».
Secondo Mario Magno (Pdl), Calabria Verde «chiude una gestione che finora non è stata limpida rispetto alle attività del settore. Non sarà un carrozzone, non vogliamo che questo nuovo organismo crei nuovi debiti». Una riforma accolta con soddisfazione anche dall’Udc e dal suo nuovo capogruppo, Ottavio Bruni, convinto che, archiviata la stagione dell’Afor, «si sostituisce con un’azienda più strutturata e più tarata sulle esigenze del territorio».

LE RISERVE DEL PD Malgrado l’approvazione finale, la riforma ha registrato alcune voci critiche tra i ranghi del Pd. Su tutte, quella di Mario Franchino, che ha avanzato dubbi sulle procedure utilizzate per la ratifica della nuova agenzia. Diversi i quesiti esposti dal consigliere democrat, che ha chiesto quale commissione abbia licenziato il provvedimento, se il progetto di legge sia conforme allo Statuto regionale e se sia stato visionato dal Cal. «Voglio chiarimenti sulle questioni procedurali e sostanziali», ha detto Franchino. Il testo «non è stato in commissione Bilancio, ma non è assolutamente irregolare», ha specificato il presidente del Consiglio Franco Talarico, che ha subito chiesto al rappresentante pd se avesse intenzione di chiedere il rinvio dei lavori. Franchino ha però fatto un passo indietro, mantenendo fede all’impegno assunto nei giorni scorsi dal Partito democratico.
Per il capogruppo pd Sandro Principe, il voto favorevole non risente del clima nazionale, «ma di certo non può ignorarlo». «La Calabria – a suo avviso – ha bisogno di una forestazione seria per tutelare l’ambiente, ma non riusciremo a portare avanti il sistema senza un contributo dello Stato centrale. Questa riforma deve essere uno strumento per fare pressione a Roma, affinché la forestazione venga vista come un elemento che, se gestito bene, può dare tanti contributi». Mario Maiolo ritiene la riforma «un passo in avanti, anche se il testo può essere migliorato per consentire alle risorse umane di essere nella condizione di affrontare il problema ambientale e di dissesto idrogeologico che interessa la Calabria».
Si concentra invece sugli sprechi del passato l’intervento di Carlo Guccione, che ricorda il «miliardo e 200 milioni» “dilapidato” da Afor e Arssa, due agenzie «che hanno consumato i soldi di questa regione». Giuste le convergenze per «un provvedimento condiviso», anche se «forse siamo stati troppo frettolosi sulle Comunità montane». A questo proposito, Guccione propone di «approfondire entro un mese la possibilità dell’unione tra Comuni per una progetto più avanzato».

E QUELLE DELLE ALTRE OPPOSIZIONI «Stupito dall’impossibilità di visionare la legge» anche Damiano Guagliardi che, dopo aver rimarcato la necessità del riordino, paventa il rischio di ricorsi da parte dei Comuni, nel caso in cui non si procedesse alla riforma dello statuto regionale sulle Comunità montane. Una possibilità che rinvierebbe «alle calende greche la soluzione del problema». Perplesso anche il capogruppo idv Emilio De Masi («nessuno avrebbe immaginato la mancata discussione nelle commissioni competenti»), mentre Rosario Mirabelli incassa il voto favorevole al suo emendamento, che chiarisce la natura non economica di Calabria Verde. Un passaggio sostanziale che per l’ex consigliere di Api garantisce l’impossibilità di sottoscrivere «contratti lavorativi di tipo privato».

Pietro Bellantoni

Da .corrieredellacalabria.it

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Spazzatura invade la Calabria: città e paesi nel caos Mappa delle emergenze e incongruenze del sistema

Emergenza rifiuti in Calabria

Emergenza rifiuti in Calabria

La politica prova a trovare soluzioni attese da sedici anni di commissariamento con poteri straordinari, mentre il sistema è andato completamente in tilt. La Procura di Cosenza ha aperto oggi un’inchiesta su cumuli di spazzatura, mentre nel crotonese le statue dei patroni sfilano tra la sporcizia e l’incredulità degli emigranti

 Mentre la politica prova a trovare soluzioni che negli ultimi sedici anni non ha trovato l’Ufficio del commissario, che pure vantava poteri straordinari, la Calabria si sommerge di rifiuti. Un pessimo biglietto da visita mentre si aspetta l’arrivo dei vacanzieri a ridosso della stagione estiva. Ed in questo contesto una immagine devastante la stanno già offrendo alcuni comuni della provincia di Crotone, dove le statue dei Santi patroni stanno sfilando tra cumuli di spazzatura alla presenza di tanti increduli emigranti tornati per l’occasione. La mappa della crisi non permette di segnare zone ancora “vergini”. Sembrano andare meglio i capoluoghi di provincia, almeno rispetto a Catanzaro, Reggio Calabria e Crotone. I tre centri, infatti, godono dei privilegi della corsia preferenziale in impianti e discariche. A discapito, però, dei piccoli comuni, dove i mezzi della nettezza urbana riescono a scaricare dopo giorni di attesa. Le Prefetture seguono con attenzione l’evolversi della situazione, anche perché crescono i pericoli per la salute e per l’ordine pubblico e l’arrivo del caldo non fa altro che peggiorare una condizione già drammatica.

CATANZARO. Nella provincia del capoluogo di regione i prezzi più alti li pagano i piccoli comuni. Domenica scorsa, davanti l’impianto di Alli hanno manifestato poco più di dieci sindaci. Ma alle loro rimostranze ha fatto da contraltare l’atto con cui si evidenzia la precedenza concordata per la città. I sindaci lamentano turni troppo lunghi per scaricare. Lungo la strada che porta ad Alli una fila interminabile di camion e cassoni maleodoranti, stracolmi di spazzatura, lasciati sotto il sole in attesa di un turno che può arrivare anche una volta ogni dieci giorni. La beffa sta in quella montagna scavata tra i territori di Catanzaro e Simeri Crichi, dove sorge la discarica. La struttura è satura da tempo, mentre l’ampliamento è stato “bocciato” da una perizia della Procura perché realizzato in una zona con dissesto idrogeologico. Funziona solo l’impianto, che deve comunque appoggiarsi a Pianopoli.
COSENZA. Nella provincia bruzia il capoluogo è al limite dell’emergenza. La Procura della Repubblica stamani ha aperto un’inchiesta sulla ‘monnezza’ diventata quasi un simbolo del paesaggio. L’obiettivo è capire se ci sono stati ritardi, omissioni, ingerenze, ma dopo le dichiarazioni di pochi giorni or sono dell’assessore regionale Francesco Pugliano, più che dubbi ci si trova davanti alle certezze (ancora senza nomi e cognomi). Va male anche in provincia, specie lungo la fascia ionica e la zona dell’entroterra. La realtà più grande della Calabria deve fare i conti con la mancanza di strutture adeguate per il conferimento. Una situazione frutto delle visioni campanilistiche degli ultimi anni, ma anche dell’incapacità politica di decidere.
CROTONE. L’oggetto del contendere è la discarica di Ponticelli, divenuta l’unica valvola di sfogo dopo l’impossibilità di utilizzare quella privata della Sovreco. Da quando il sistema di conferimento è tornato alla Regione, Ponticelli è l’unico luogo dove poter scaricare i rifiuti. Così la turnazione è preferenziale: si scaricano 150 tonnellate al giorno. Prima tocca a Crotone, con 90 tonnellate, poi scaricano i camion in fila davanti alla struttura per un massimo di 60 tonnellate. Chi arriva prima forse si libera della spazzatura, altrimenti non resta che attendere la buona sorte per il giorno successivo. Tutto questo mentre in molti paesi si celebrano i rispettivi Patroni, sono aumentate le presenze e, di conseguenza, i cumuli maleodoranti.
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VIBO VALENTIA. Questa mattina la Prefettura di Vibo Valentia si è rivolta direttamente all’assessore regionale Francesco Pugliano, chiedendo risposte concrete ed immediate. Ci sono diverse località turistiche che dal mese di maggio segnano qualche prenotazione di stranieri e il rischio è lampante, non solo per l’immagine e per l’economia, ma anche per la salute pubblica. Anche per il vibonese vale quanto detto per l’area di Cosenza. Qui nessuno ha voluto realizzare strutture, finendo con il dovere rivolgersi alle province vicine che ora minacciano di chiudere la disponibilità.
REGGIO CALABRIA. Dopo l’emergenza del capoluogo dei giorni scorsi, a macchia di leopardo la città è stata ripulita almeno dai grossi cumuli. La situazione è molto critica nella Locride e nella Piana, dove non mancano i cassonetti incendiati nel corso della notte per ripulire le aree dove al cattivo odore e alla pessima visione, si aggiungo anche topi e sporcizia. Molti sindaci sono sul piede di guerra e annunciano forme di protesta di ogni genere se non dovessero essere trovate soluzioni immediate. Il reggino è la provincia che ha dato di più in termini di impianti, discariche e termovalorizzatore, eppure non è bastato almeno per garantire una certa autonomia.
Da ilquotidianodellacalabria.it
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